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Webmuseum Osteichthyes Perciformes Percidae Zingel

Asprone orientale,

Zingel streber (Siebold, 1863)

 

Caratteri meristici - Squame in serie longitudinale: 70-85 + 4-7. Pinna anale: I/10-12. Prima pinna dorsale: VII-X. Seconda pinna dorsale: I-II/9-11½. Pinne ventrali: I/5.

 

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Descrizione - Corpo slanciato a sezione trasversale ovale, compresso in senso dorso ventrale nella regione anteriore, ed in senso laterale nella parte posteriore. Testa grande e larga. Bocca in posizione inferiore. In vista superiore il muso appare appuntito con apice arrotondato. Opercolo provvisto di una piccola spina. Occhi piccoli, di poco sporgenti sul profilo superiore del capo. Peduncolo caudale lungo e sottile. Squame ctenoidi, relativamente piccole. Guance coperte da varie file di squame. Assenza di vescica natatoria. Due pinne dorsali separate, più vicine tra loro rispetto a Z. asper. Pinna caudale biloba, con bordo debolmente incavato. Pinne pettorali e ventrali grandi. Colore di fondo della livrea bruno o bruno giallastro, più scuro sul dorso, progressivamente più chiaro sui fianchi procedendo verso il ventre di colore bianco o bianco giallastro. Su dorso e fianchi sono presenti da 4 a 5 vistose bande trasversali scure di forma irregolare. L'intensità delle striature decresce in direzione ventrale. Pinne semitrasparenti di colore bruno giallastro o grigio, con membrane interradiali prive di maculatura.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non evidente. Durante il periodo di frega entrambi i sessi acquistano una livrea più brillante, con fianchi e ventre di colore bronzo dorato e dorso scuro. Il maschio diventa quasi completamente nero e nella femmina i contrasti tra zone chiare e scure appaiono molto marcati.

 

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Habitat e abitudini - Specie tipica di acque fresche, diffusa nel corso principale di fiumi e torrenti, dove si stabilisce nei tratti a corrente più sostenuta. Reofila obbligata, necessita di fondali a substrato roccioso o misto a pietre, massi, sabbia e ghiaia. Frequente soprattutto in acque a scorrimento veloce, con una portata di circa 50 cm a 60 cm s-1 in prossimità del fondo. Di abitudini stanziali, tende a rimanere nel luogo scelto come residenza, allontanandosi soltanto per la ricerca di luoghi adatti alla frega. Gli esemplari sono moderatamente gregari, si spostano in piccoli gruppi formati da esemplari di taglia simile. Abitudini bentoniche e fotofobe, trascorre le ore centrali del giorno nascosta tra le rocce e le pietre del fondo. La massima attività si registra durante le ore crepuscolari e notturne o in giornate con cielo coperto. La mancanza di vescica natatoria costringe la specie a spostarsi in prossimità del fondo. Gli esemplari di questa specie sono in grado di spostare la testa di lato e muovere gli occhi in direzioni diverse in modo indipendente.

 

 

Alimentazione - La dieta comprende invertebrati bentonici, tra cui insetti acquatici e loro larve (plecotteri, tricotteri ed efemerotteri), vermi, crostacei e molluschi, gli adulti predano anche piccoli pesci, avannotti ed uova di altre specie.

 

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Riproduzione - A seconda delle condizioni climatiche dell'anno in corso, e della portata dei fiumi, il periodo di frega va da marzo a maggio, quando la temperatura dell'acqua sale sopra 8 °C. Zauner (1991) riporta che nel Danubio la frega di Z. streber avviene alla metà del mese di aprile. La riproduzione si svolge in acque basse, correnti e ben ossigenate, con substrato duro o misto a pietre, ciottoli e ghiaie. La fecondità non è molto elevata, in base alle dimensioni la femmina depone da 600 a 4.200 uova per stagione (Bastl, 1981). Le uova hanno diametro di circa 2 mm, sono fortemente adesive ed aderiscono agli elementi del substrato fino alla schiusa. Non esistono cure parentali. Gli avannotti sono bentonici e si cibano di piccoli invertebrati.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4-4.4 anni. Lunghezza massima segnalata: 230 mm TL. Taglia più comune: 122 mm TL.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - Specie soggetta a malattie virali e batteriche. Ospite di vari parassiti come elminti, protozoi, e crostacei. Esemplari feriti e/o malati possono contrarre infezioni micotiche. Episodi di inquinamento possono scatenare epidemie indebolendo i pesci. Z. streber è abitualmente preda di uccelli ittiofagi (cormorani, trampolieri) e di pesci, specialmente salmonidi spesso immessi in quantità eccessiva per favorire l'esercizio della pesca sportiva. Uova, larve ed avannotti possono essere attaccate da insetti acquatici, larve di insetti, ed altri invertebrati.

 


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Status della specie - Z. streber risulta relativamente comune in gran parte del suo areale. La specie necessita di acque a forte corrente per sopravvivere, pertanto alcune popolazioni sono scomparse dopo la creazione di dighe che hanno regimato la portata dei fiumi. Localmente altre popolazioni sono entrate in declino a causa di importanti fenomeni di inquinamento. In ogni caso attualmente la situazione sta migliorando. All'interno dell'area di distribuzione della specie i livelli di inquinamento sono in calo e si è quasi interrotta la costruzione di dighe ed altri sbarramenti invalicabili ai pesci. Per questi motivi la specie non viene ritenuta in pericolo o prossima ad entrare in pericolo.

 

 

Protezione - La specie è protetta da disposizioni dell'Unione Europea e dei governi locali. Z. streber è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna sulla protezione della fauna. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources), Z. streber è inclusa tra le specie a basso rischio (LC, Least Concern).

 

 

Valore economico - Specie di interesse naturalistico (endemismo danubiano). Non ha nessun valore economico.

 

 

Pesca - La specie non ha interesse per pesca sportiva e professionale. Viene catturata accidentalmente durante la pesca di altre specie. In alcuni paesi è fatta oggetto di bracconaggio per consumo personale.

 

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