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Le Faune Webmuseum Decapoda Astacidae Austropotamobius

Il gambero di torrente,

Austropotamobius torrentium (Schrank, 1803)


Descrizione - Carapace liscio, senza spine dietro il solco cervicale, con un solo paio di creste post-orbitali. Assenza di spine epatiche prima del solco cervicale. Fine della pleura dei somiti addominali 2 - 4 arrotondata, senza spine sub-terminali. Rostro triangolare, con bordi lisci convergenti verso la base di un piccolo acumen triangolare. L'acumen è generalmente ottuso, anche se in alcune popolazioni dei Balcani può essere appuntito; è presente un paio di spine sub-apicali laterali. Carena mediana assente, appena accennata o ben sviluppata, a seconda della popolazione considerata. Chele grandi e robuste, con superficie superiore granulosa, dello stesso colore del corpo. Sul bordo interiore del ramo fisso delle chele sono presenti due tubercoli ben distanziati tra loro. Assenza di sperone sul margine inferiore del carpo dei chelipedi. Squame delle antenne con bordo ventrale denticolato. Precoxa (segmento basale) delle antennule solitamente privo di spine nelle popolazioni dell'Europa occidentale (dal Lussemburgo all'Austria settentrionale), mentre negli esemplari del resto dell'area di distribuzione è provvisto di una spina. Livrea delle parti superiori variabile da bruno a verde oliva, beige o marrone chiaro, occasionalmente si possono incontrare individui color arancio. Superficie inferiore delle chele di colore chiaro, spesso beige, rosaceo o arancio chiaro, mai rossa.

Dimorfismo sessuale - Poco evidente. Nelle popolazioni settentrionali, presenti dal Lussemburgo al nord dell'Austria, il secondo gonopodio del maschio è privo di tallone, mentre nelle altre lo sperone è sempre presente.

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Habitat e abitudini - Specie reofila tipica di piccoli corsi d'acqua. A. torrentium necessita di acque di elevata qualità, ben ossigenate, e con velocità della corrente compresa tra 25 e 5 cm s-1. L'optimum termico per il gambero di torrente si colloca tra i 14 ed i 18 °C. La specie risulta assente in acque con temperature estive inferiori ad 8 °C. A. torrentium sopravvive in acque con temperature superiori a 20 °C soltanto se la concentrazione di ossigeno è vicina alla saturazione. Temperature dell'acqua superiori a 23 °C sono sempre letali.  Anche se occasionalmente si può rinvenire in corsi d'acqua di pianura, il gambero di torrente vive quasi esclusivamente in torrenti e ruscelli di alta collina o montani, in foreste miste dominate da essenze decidue, con substrato prevalentemente roccioso e ricchi di anfratti e nascondigli. La vegetazione arborea ed arbustiva presente lungo le sponde svolge un ruolo importante nel ciclo vitale della specie, costituisce una copertura in grado di contenere l'evaporazione ed il riscaldamento delle acque durante l'estate e fornisce una fonte di cibo attraverso le foglie cadute che si decompongono sul fondale, inoltre le radici che emergono nell'alveo ed i resti vegetali prodotti vengono utilizzati come riparo. Gli ambienti dove vive il gambero di torrente sono generalmente privi di macrofite acquatiche, ma nei corsi d'acqua dove queste sono presenti (es. Grecia) costituiscono cibo e forniscono un eccellente riparo agli esemplari della specie. Nel bacino del Danubio la specie si colloca generalmente a quote prossime agli 800 m, anche se sono state segnalate popolazioni a quote più elevate, a 1.124 m nel lago Haldensee in Tirolo ed a 1.700 m nei monti della Bulgaria (Machino & Füreder 1998). Un substrato roccioso è essenziale per la presenza del gambero di torrente, da studi effettuati sul campo risulta una correlazione positiva tra le dimensioni degli esemplari e la disponibilità di tane sotto pietre o massi od in anfratti dell'alveo. I corsi d'acqua dove la specie è più frequente sono di dimensioni esigue, spesso con alveo inferiore ai due metri di larghezza, ambienti dove il numero di pesci predatori è basso o nullo. La sezione di fiume dove la frequenza di questa specie risulta maggiore è quindi quasi sempre a pochi chilometri dalla sorgente. Occasionalmente questi gamberi si possono osservare anche in corsi d'acqua di maggiori dimensioni (circa 10 metri di larghezza dell'alveo), come il fiume Kammel in Baviera od il fiume Archbach in Tirolo (Füreder & Machino 1996). In ambienti particolarmente incontaminati, dove la presenza umana è irrilevante o molto scarsa, la specie colonizza anche fiumi di rilevante portata (fiume Lim in Montenegro). Il gambero di torrente è molto sensibile ai fenomeni di alterazione ambientale, specialmente all'inquinamento agricolo e urbano, e non sopravvive in acque stagnanti o fangose. Esistono comunque segnalazioni di questa specie in acque ferme, ma esclusivamente in zone prossime all'ingresso di immissari o allo sbocco degli emissari. L'unica eccezione accertata a questa regola è rappresentata dal lago tirolese di Haldensee, dove questa specie è stata osservata in varie aree lungo le sponde del bacino (Machino & Füreder 1998). Nelle aree dove ancora è presente, A. torrentium tende a formare piccole popolazioni isolate che, per lunghi periodi, appaiono costituite da meno di 10 esemplari. Nello stesso bacino la distribuzione è di solito frammentata, si osservano piccole colonie isolate in tratti lunghi da alcune centinaia di metri a due o tre km, tratti popolati in continuità per più di 5 km sono da considerare eccezionali. Popolazioni stabili vivono anche in piccoli corsi d'acqua soggetti a severe magre estive, durante tali periodi i gamberi di torrente superano i momenti più critici nascondendosi in anfratti di piccole pozze profonde circa 30 - 40 cm.

Alimentazione - Austropotamobius torrentium è onnivoro, con maggior tendenza a cibarsi di sostanze vegetali rispetto a A. pallipes. La componente principale della dieta degli esemplari adulti è rappresentata da detrito organico, materiale vegetale in decomposizione, come le foglie degli alberi decidui, e dalla microflora ad esso associata (batteri e funghi). Il gambero di torrente si ciba anche di macrofite ed alghe, in particolare del crescione d'acqua (Nasturtium officinale), anche se questi vegetali sono raramente presenti nell'habitat tipico della specie. Gli immaturi si cibano più spesso di macroinvertebrati rispetto agli adulti, in particolare predano crostacei anfipodi (Gammarus sp.) e larve d'insetti. Sembra che i gamberi di torrente siano attivi predatori di larve di anfibi caudati (Salamandra salamandra, Triturus sp.).

Riproduzione - Gli accoppiamenti si svolgono da metà ottobre alle prime settimane di novembre. A seconda della quota, della latitudine e delle condizioni ambientali dell'anno in corso, la deposizione e la fecondazione avvengono da pochi giorni ad alcune settimane più tardi. La media delle uova pleopodali è compresa tra 40 e 70, a seconda della taglia della riproduttrice, eccezionalmente si sono osservate femmine con più di cento uova. Una temperatura dell'acqua di circa 5 °C è necessaria per garantire la sopravvivenza degli embrioni. A seconda della località e delle condizioni ambientali, le schiuse avvengono tra maggio e la metà di luglio.

Accrescimento - La maturità sessuale viene raggiunta tra la terza e quarta estate di vita, a taglie comprese tra 35 e 50 mm TL. Nelle stesse condizioni ambientali, il tasso di crescita alla fine del primo anno di età non differisce in modo significativo da quello riportato in A. astacus. La specie può raggiungere una taglia massima di 12cm TL, anche se la maggioranza degli esemplari risulta inferiore ai 10 cm TL. Si stima che A. torrentium superi i 10 anni di vita.

Patogeni, parassiti ed epibionti - Austropotamobius torrentium risulta estremamente sensibile alla "peste dei gamberi". La specie viene spesso infettata dal protozoo Psorospermium hoeckeli. Su questi gamberi sono state spesso osservate varie specie di Branchiobdellidi parassiti. Da uno studio del 1998 svolto da Machino e Füreder nell'area del lago tirolese di Haldensee (1.124 m s.l.m.), la specie risulta affetta da B. pentadonta, B. hexadonta e B. parosíta. B. parasita risulta dominante nelle popolazioni lacustri e dell'emissario, mentre B. pentadonta è prevalente in quelle fluviali. Il crostaceo copepode Nitokra divoricata, è noto come commensale di A. torrentium.

Predatori e specie competitrici - Austropotamobius torrentium viene predato da numerose specie di pesci, uccelli e mammiferi. Tra i principali nemici della specie vengono citati trote, salmerini, corvi, trampolieri, lontre, volpi, visoni e procioni introdotti. Sono state segnalati vari casi di coesistenza tra A. torrentium ed A. astacus, con popolazioni in grado di restare stabili per lungo tempo. Il fenomeno è particolarmente frequente nella zona di transizione tra le due specie, in tal caso il gambero di torrente tende ad occupare l'area più a monte del corso d'acqua.A. torrentium coesiste con A. pallipes nel fiume Archbach in Tirolo, dove cento anni fa il gambero di fiume fu introdotto in una zona a monte lontana da quella occupata dal gambero di torrente, ma negli ultimi 5 anni A. pallipes ha iniziato ad espandersi verso il corso inferiore, finendo per entrare in contatto con la specie autoctona. L'effetto potenziale di questa coabitazione è attualmente sotto indagine. Anche se i gamberi alloctoni di origine nord americana tendono ad evitare gli ambienti tipici di questa specie, è stato accertato che l'introduzione della specie Pacifastacus leniusculus, in habitat occupati da A. torrentium, porta all'instabilità ed alla conseguente scomparsa della specie indigena nell'arco di 4 - 5 anni, anche in assenza di epidemie causate dalla "peste dei gamberi".

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Allevamento - Attualmente non esistono allevamenti dedicati all'astacicoltura di questa specie per scopo commerciale. A. torrentium viene probabilmente allevato da alcuni appassionati come specie da acquario. Come nel caso di A. pallipes, Si dovrebbe incentivare la produzione di esemplari di questa specie endemica, per reintegrare le popolazioni a rischio di estinzione e per reintroduzioni nei luoghi dove A. torrentium è scomparso.

Pesca - Austropotamobius torrentium non è oggetto di pesca commerciale è generalmente non viene ricercato come prelibatezza. In ogni caso attualmente viene saltuariamente venduto nei mercati di Vienna, mentre fino a pochi anni fa veniva spesso commercializzato nella zona di Strasburgo. La pesca a scopo alimentare viene praticata a livello dilettantistico o semiprofessionale in vari paesi delle zone meridionali dell'areale della specie.

Status della specie - La grande maggioranza delle popolazioni di A. torrentium risulta in declino. Questa specie è stata duramente colpita durante tutto il secolo passato dall'inquinamento idrico dei fiumi medi e grandi, verificatosi durante lo sviluppo delle attività industriali. Inoltre la conversione dell'agricoltura tradizionale a quella intensiva ha prodotto un incremento dell'erosione del terreno, producendo maggiori quantità di sedimenti fini che, trasportati dalla corrente, riempiono le fessure tra le pietre dei torrenti utilizzate da questi gamberi come rifugio, portando alla scomparsa della specie ed all'impossibilità di utilizzare il corso d'acqua per programmi di reintroduzione. Alcune popolazioni isolate che vivono in torrenti a bassa portata idrica sono minacciate dalla possibilità del verificarsi di fenomeni d'inquinamento organico, deliberato o a causa accidentale, prodotto dalla percolazione dei liquami provenienti dai depositi di letame degli allevamenti. Anche se A. torrentium tende a vive generalmente in acque prive di pesci, esistono popolazioni che convivono con quelle di trota fario(Salmo trutta var. fario), sanguinerola (Phoxinus phoxinus), scazzone (Cottus gobio) e gobione (Gobio gobio). La specie viene però minacciata da errate politiche di gestione delle acque per fini alieutici. In molte località vengono effettuate immissioni di salmonidi sovradimensionate, si immettono pesci in piccoli corsi d'acqua dove sarebbero naturalmente assenti, o si continua ad immettere nuovo materiale in quei corsi d'acqua dove si pratica la pesca ed il rilascio "no kill". In tali condizioni di sovraffollamenti, i salmonidi esercitano una non sostenibile pressione predatoria su tutte le altre specie presenti nell'habitat, portando alla loro scomparsa e generando episodi di frequente cannibalismo verso i propri immaturi.

Protezione - A. torrentium è stato dichiarato specie in pericolo in molti paesi europei. La specie è elencata nella Red List della Germania (RL3, Appendice I), in Austria è considerata specie gravemente minacciata, è ritenuto specie criticamente in pericolo di estinzione nella Repubblica Ceca ed in Ungheria. Recentemente è stato inserito nell'Annesso II della Direttiva Europea "Habitat" come specie che necessita di misure speciali di conservazione. A seguito di questo provvedimento, gli stati promotori della Direttiva non hanno istituito nuove zone di protezione, ma hanno inserito la specie in quelle già esistenti nel quadro di "Natura 2000", mentre i nuovi Stati Membri che possiedono popolazioni di A. torrentium, stanno provvedendo ad individuare i luoghi da destinare alla conservazione della specie. In Austria la pesca di esemplari maschi di Austropotamobius torrentium di 10 - 12 cm TL, è proibita durante il periodo di frega.

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