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Le Faune Webmuseum Decapoda Astacidae Astacus

Il gambero turco o pontico o di Galizia, Astacus leptodactylus Eschscholtz, 1823 specie complex


Nomi comuni esteri - Inglese - narrow-clawed crayfish, long dawed crayfish, slender-clawed crayfish, Turkish crayfish, galicia crayfish, galician crayfìsh, swamp crayfish, pond crayfish. Spagna - cangrejo de patas delgadas. Francese - écrevisse à pattes gréles, écrevisse turque. Grecia - karavida (nome generico per i gamberi). Tedesco - galizischer Sumpfkrebs, Galizierkrebs, Sumpfkrebs, europàischer Sumpfkrebs, Stachelkrebs. Olanda - de Turkse rivierkreeft. Danimarca - Galizisk sumpkrebs, Galizisk flodkrebs. Norvegia - tyrkerkreps or smalklokreps. Svezia - bergskrafta. Finlandia - kapeasaksirapu. Russia - dlinnopalyj rak, uzkopalyj rak. Polonia - rak blotny, rak stawowy, rak dlugoszczypcowy, krawiec. Estonia - kitsasóralist vahki. Lettonia - saurspiju vézis. Lituania- siauraznyplis vézys. Bulgaria - ezeren rak. Repubblica Ceca - rak bahenní. Slovacchia - rak bahenny. Ungheria - kecskeràk. Romania - racul de baltà. Ucraina - dovgopalyi rak, dlinnopalyj rak. Serbia - dunavski rak. Croazia - turski rak, barski rak. Azerbaijan - kharchag. Kazakhstan - shaitanbalyk. Turkmenistan - shaitanbalyk. Turkey - kerevit, tatli su istakozu.

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Classificazione - Regno: Animalia. Phylum: Arthropoda. Subphylum: Crustacea. Classe: Malacostraca. Ordine: Decapoda. Infraordine: Astacidea. Famiglia: Astacidae. Genere: Astacus.

Sinonimi - Astacus leptodactylus Eschscholtz, 1823. Astacus (Pontastacus) leptodactylus eichwaldi Karaman, 1963. Astacus (Pontastacus) leptodactylus kessleri Karaman, 1963.

Altri nomi - Astacus (Pontastacus) leptodactylus leptodactylus Bott 1950, 1972; Karaman 1963. Astacus (Pontastacus) leptodactylus Brodskij 1973, 1977. Pontastacus leptodactylus Mordukhai-Boltovskoi & Starobogatov 1977; Brodskij 1981, 1983; Starobogatov 1995. Astacus leptodactylus Albrecht 1982, 1983.

Tassonomia - La sistematica delle specie di Astacidi Ponto-Caspici è ancora molto discussa, in modo particolare a riguardo delle sottospecie attribuite ad Astacus leptodactylus. In Europa occidentale i lavori su A. leptodactylus fanno riferimento a sudi effettuati in Europa orientale, ma spesso gli autori dell'est riportano una grande varietà di nomi basati su sottospecie che, dopo studi genetici e molecolari, attualmente state elevate a livello di specie. Per questi motivi e fino a quando non sia stata fatta maggior chiarezza sulla genetica delle varie popolazioni si preferisce riferirsi ad  A. leptodoctylus come complesso di specie.

Fonti bibliografiche principali - "Atlas of Crayfish in Europe", Publications Scientifiques du Muséum Nationel d'Histoire Naturelle, C. Souty-Grosset, D. M. Holdich, P. Y. Noel, J.D. Reynolds, P. Haffner (editors), Paris, 2006.

 

Distribuzione di Astacus leptodactylus da "Atlas of Crayfish in Europe" pub. MNHN, Paris.

 

Specie originaria dei bacini del Mar Nero e del Mar Caspio. La distribuzione delle popolazioni attribuite a questo complex copre la Russia europea, dai bacini tributari del fiume Kama negli Urali occidentali, a nord, fino ai bacini dei fiumi Bielaja ed Ural a sud. Popolazioni di questi gamberi sono diffusi anche nelle regioni di Novosibirsk e Tomsk in Siberia, aree da dove si sono diffusi nei sistemi fluviali del bacino del fiume Ob e del fiume Irtish, nei pressi delle città di Svierdlowsk, Permsk e Tchelabinsk. Una popolazione autoctona, descritta sotto il nome di Pontastacus kessleri, è diffusa nei corsi d'acqua del bacino del fiume Syr-Daria in Uzbekistan e nelle acque di Irguz Turaj in Turkmenistan (introdotta nel fiume Burmar vicino a Tashkent). Nella Russia settentrionalela diffusione di A. leptodactylus spazia dal fiume Seviernaja Dvina (a nord di Arcangelo) fino alla regione di San Pietroburgo ed alla Finlandia meridionale. Altre popolazioni sono diffuse nel bacino del fiume Volga fino al Mar Caspio. Con il nome di Pontastacus eichwoldi, A. leptodactylus è segnalato nelle acque del Mar Caspio (Russia, Kazakhstan, Turkmenistan, Iran ed Azerbaijan). Altre popolazioni sono state introdotte nel lago Sevan in Armenia. A. leptodoctylus (descritto come Pontastacus pyzlom) viene riportato nell'elenco della fauna della catena del Caucaso (Azerbaijan). Un altro gruppo di popolazioni, descritte come Pontastacus cubanicus, è presente a nord della Catena del Caucaso, nei bacini dei fiumi Kuban e Don (Russia). In Ucraina questi gamberi sono largamente diffusi nei corsi d'acqua dei fiumi Donez, Dnepr, Dniestr (Moldova), nel Mare d'Azov e nel Mar Nero. L'area di distribuzione originaria del complex raggiunge ad ovest Bratislava e Vienna, estendendosi alla Polonia meridionale e l'Ucraina occidentale nella regione storicamente chiamata Galizia.

Introduzioni - A causa della sua importanza economica, la specie è stata recentemente introdotta per scopi commerciali in molti paesi  europei. Dagli allevamenti si è successivamente diffusa, sia in modo accidentale, sia volontariamente, nelle acque interne di molti stati (come si osserva sulla mappa). Attualmente A. leptodactylus risulta sicuramente assente solo nella Penisola Iberica ed in Svezia e Norvegia. I primi esemplari furono introdotti in paesi esterni all'area di distribuzione originale nel XIX secolo. Come suggerisce il nome comune della specie, furono probabilmente prelevati  da bacini idrici della Galizia in Ucraina. L'immissione di questi gamberi fu determinata dalla necessità di sostituire le popolazioni estinte di A. astacus con una specie più resistente alla "peste dei gamberi". Questa prima ondata di introduzioni comprese i bacini idrogeografici di Polonia occidentale, Germania, Lituania, Lettonia, Austria occidentale (nelle zone ad est la specie è autoctona) e, molto probabilmente, Repubblica Ceca e Slovacchia occidentale. In Belgio la comparsa di questa specie in acque libere risale al 1950. Una seconda ondata di introduzioni, collegata all'importazione di stock da allevamento da Turchia e dalla Polonia, si verificò negli anni '70 ed '80. Durante questo periodo, il gambero di Galizia fu introdotto in Danimarca, Olanda, Lussemburgo, Francia, Italia, Svizzera, Inghilterra e, senza successo, in Spagna.

Bibliografia - "Atlas of Crayfish in Europe", Publications Scientifiques du Muséum Nationel d'Histoire Naturelle, C. Souty-Grosset, D. M. Holdich, P. Y. Noel, J.D. Reynolds, P. Haffner (editors), Paris, 2006.

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