www.ittiofauna.org contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Triturus

Il tritone crestato, Triturus cristatus (Laurenti, 1768)


Descrizione - Salamandride dal corpo robusto e testa larga, con occhi lievemente sporgenti a pupilla rotonda e muso arrotondato. Bocca relativamente grande, provvista di denti vomerini disposti in serie simmetriche, leggermente curve in senso longitudinale, con le estremità prossimali rivolte internamente e quelle distali dirette verso l'esterno. Le ghiandole parotoidi sono assenti. Pelle granulosa, con verruche numerose ed evidenti. Corpo a sezione circolare, con arti corti e robusti, più che nella specie congenere T. carnifex. Coda a sezione ovale compressa in senso laterale, di lunghezza circa uguale o leggermente inferiore a quella del resto del corpo. La forma del corpo e la colorazione della livrea variano secondo il sesso e se l'esemplare è in fase terrestre od acquatica. In fase acquatica il maschio presenta creste dorsale e caudale distintamente separate, con la dorsale marcatamente dentellata. Nella femmina la coda appare più robusta e la cresta dorsale è sempre assente. In fase terrestre la cresta del maschio regredisce, ed in entrambi i sessi la pelle diviene più spessa e ruvida. La colorazione delle zone superiori è generalmente bruna o bruno grigiastra, con grandi macchie più scure disposte irregolarmente. Sui fianchi sono presenti piccole macchie biancastre, più numerose in prossimità della zona di transizione con la parte inferiore. Le parti inferiori sono di tinta variabile da arancio a giallastro, frammentata da numerose chiazze irregolari nerastre. La testa ha colore di fondo scuro, ornato da strisce e macchie chiare. La coda ha la stessa tinta del corpo, sia superiormente che inferiormente. Nelle femmine è spesso presente una fascia medio dorsale biancastra o giallastra. In fase acquatica la tinta appare più accesa in entrambi i sessi.

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono solitamente di struttura più robusta rispetto ai maschi. I maschi hanno la cloaca di colore scuro e di aspetto rigonfio, sulla coda è presente una striscia longitudinale chiara dai riflessi bluastri. Nella femmina la cloaca ha una colorazione arancio o rossastra, estesa alla parte inferiore della coda. Altri caratteri sessuali sono illustrati nella descrizione precedente.

Larve - Alla schiusa sono semi trasparenti e prive di arti, con evidenti branchie esterne piumose. Hanno coda molto lunga e sottile, con membrana ben sviluppata, estesa sul dorso fino a raggiungere la nuca. Il corpo diafano ha sfumature bruno giallastre con gruppi sparsi di melanofori scuri, che formano una fitta puntinatura. Con l'aumentare delle dimensioni si formano gli arti, le branchie diventano rossastre e la colorazione generale diviene più definita, acquistando tinta brunastra con sfumature verdastre. Sul corpo e sulla coda appaiono macchie di colore scuro più regolari e marcate. Le parti inferiori sono chiare, e spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle sottile.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
 Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - T. cristatus è un anfibio tipico di boschi e foreste. Il biotopo terrestre è rappresentato da ambienti boscosi, decidui, misti o di conifere, da brughiere e dalle zone in loro prossimità. Nelle steppe aride colonizza le isole di vegetazione arborea in prossimità di zone d'acqua e le foreste al bordo dei corsi d'acqua. Anche se la specie non è generalmente ritenuta molto adattabile, talvolta si incontra anche in aree antropizzate, come pascoli, parchi e giardini. Lo sviluppo larvale e la riproduzione si svolgono in acque stagnanti o a debole corrente, in fossi, stagni, pozze di esondazione, laghi, canali d'irrigazione e laghetti artificiali. I bacini possono essere grandi, diverse migliaia di metri quadrati, e molto profondi, ma spesso vengono usate piccole raccolte d'acqua di 5 - 10 e profonde meno di un metro. Nelle regioni meridionali dell'area di distribuzione la specie si incontra in acque altamente eutrofizzate, mentre a nord si dimostra molto più sensibile alla qualità dell'acqua. La densità di popolazione della specie è maggiore a sud, diventa progressivamente più bassa spostandosi a nord, fino a divenire scarsa ai confini orientali dell'area di distribuzione (Urali e Siberia). T. cristatus non trascorre molto tempo sul terreno, gli adulti si trattengono per lungo tempo in acqua anche dopo la riproduzione. La fase terrestre, viene trascorsa in prossimità dei corpi d'acqua, a distanze che raramente superano gli 800 metri. Gli adulti sono attivi principalmente nelle ore notturne, sia in fase terrestre che in fase acquatica. L'attività diurna è maggiore nel periodo della riproduzione. Durante la stagione calda, quando durante il giorno la temperatura riduce la concentrazione di ossigeno disciolto, sono stati osservati esemplari galleggiare alla superficie dell'acqua. I maschi sono territoriali, durante la stagione si stabiliscono in tratti del fondale che difendono da eventuali concorrenti. Durante i mesi più freddi la specie entra in letargo. A seconda della latitudine e della quota, l'ibernazione inizia a ottobre - novembre, per terminare a in febbraio - marzo. I periodi di inattività vengono trascorsi a terra, in tane scavate da altri animali, sotto pietre o massi, tra le radici di alberi e arbusti o tra ceppi e tronchi in decomposizione. Quando vengono aggrediti questi tritoni possono emettere un grido di stress e secernere un liquido leggermente tossico e repellente dalle ghiandole presenti sull'epidermide.

Alimentazione - Gli adulti in fase terrestre si alimentano prevalentemente di invertebrati come anellidi, molluschi, insetti e loro larve. Nella fase acquatica consumano molluschi (principalmente piccoli bivalvi), microcrostacei ed insetti. Il consumo di uova e larve di altri altri anfibi è molto comune. Anche gli episodi di cannibalismo sono frequenti, in modo particolare a danno di larve e di immaturi. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino le larve predano principalmente microcrostacei delle famiglie Daphniidae, Chydoridae, Copepodae, e una piccola percentuale di larve di insetti. In seguito conducono vita pelagica e l'alimentazione si orienta primariamente verso elementi del plancton. In questa fase le grandi dafnie vengono preferite ai Diaptomidi. Con l'aumento delle dimensioni la composizione della dieta si amplia a prede più grandi, come molluschi ed insetti (larve di efemerotteri, chironomidi, ecc.). In condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, si verificano sistematicamente episodi di cannibalismo.

Riproduzione - La stagione riproduttiva inizia generalmente alla fine dell'ibernazione, dalla fine di febbraio al principio della primavera. L'accoppiamento si svolge in acqua e la fecondazione è interna. La copula è preceduta da un rituale di corteggiamento simile a quello utilizzato dalle specie del genere Lissotriton. Il maschio si dispone davanti alla femmina inarcando il dorso, piega la coda a 180° e la fa vibrare. Questo comportamento viene adottato per creare una corrente che indirizza i feromoni maschili verso la compagna, predisponendola all'accoppiamento. La femmina si avvicina e lo induce a depositare una spermatofora urtando la sua coda con il capo. La coppia si sposta un po' in avanti fino a quando il maschio blocca la compagna e le spinge il posteriore sopra la spermatofora che viene prelevata con la cloaca. Ogni femmina depone fino a circa da 200 a 400 uova per stagione riproduttiva. Le uova sono di colore biancastro uniforme, misurano da 1.8 a 2 millimetri di diametro, con l'involucro gelatinoso raggiungono 3 - 4 millimetri. La femmina depone le uova singolarmente, fissandole alle foglie delle piante acquatiche che in seguito ripiega a portafoglio sopra l'uovo.

Accrescimento - Le femmine raggiungono una lunghezza totale massima di circa 160 millimetri, con medie comprese tra tra 120 e 145 mm,  mentre la media dei maschi è generalmente compresa tra 115 e 140 mm. A seconda delle condizioni ambientali, lo sviluppo embrionale richiede da 12 a 21 giorni. Alla schiusa le larve, lunghe circa una decina di millimetri, vivono a contatto del substrato, sul fondale o sulla vegetazione acquatica, in seguito conducono vita pelagica. Con l'avvicinarsi della metamorfosi, le membrane caudale e dorsale si riducono, inizia il riassorbimento delle branchie esterne, e la larva ritorna a vivere sul fondo. La durata dello sviluppo larvale dipende dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo, è relativamente più lungo rispetto ad altre specie di tritoni, e la metamorfosi viene generalmente completata da 2.5 a 3 mesi dopo la schiusa. Alle quote più elevate o nelle regioni più a nord dell'areale, dove le temperature sono più rigide la durata del periodo attivo è minore, le larve possono trascorrere l'inverno in acqua e metamorfosarsi alla primavera successiva. La maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno di età. La speranza di vita per Triturus cristatus è di circa dieci anni.

Predatori, parassiti e malattie - I tritoni sono spesso vittima di pesci predatori, varie specie di serpenti, altri anfibi ed molte specie di uccelli. In particolare la specie viene danneggiata dalla presenza di specie alloctone introdotte, come i pesci nordamericani Micropterus salmoides (persico trota) e Lepomis gibbosus (persico sole), o da salmonidi che spesso vengono immessi in grandi quantità per favorire la pesca sportiva. L'aumento numerico di molte specie di trampolieri, determinata dalla loro totale protezione, incide pesantemente sulla presenza di questi e di altri anfibi. Inoltre la recente introduzione in gran parte dell'areale del crostaceo Procambarus clarckii (gambero rosso della Louisiana), predatore di uova e larve, peggiora ulteriormente la situazione. Le uova è le larve dei tritoni sono mangiate da larve ed adulti di invertebrati acquatici, rettili, anfibi e pesci. Il tritoni sono soggetti a malattie di origine virale, micotica e batterica, spesso veicolate da pesci ed anfibi introdotti, e vengono colpiti da numerose specie di parassiti.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - Anche se sono segnalati molti casi di popolazioni in declino, T. cristatus risulta ancora relativamente comune o localmente abbondante in larga parte della sua area di distribuzione. La specie risulta molto sensibile ai cambiamenti della qualità dell'acqua, per questo tra i principali fattori che pongono in pericolo questi anfibi figurano inquinamento, drenaggio di aree umide, eccessivo prelievo idrico. Anche la deforestazione e l'introduzione di specie ittiche predatrici giocano un ruolo importante nel declino delle popolazioni di T. cristatus. In molti paesi, in particolare all'est e nell'ex URSS, questa specie subisce massicci prelievi per fini commerciali legati al settore della terraristica.

Protezione - Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna, e viene elencata agli Annessi II e IV della Direttiva Europea "Habitats". In molti paesi europei viene protetta da leggi regionali e nazionali. T. cristatus è presente in numerose aree protette, dove spesso esistono progetti di conservazione. Dalla lista rossa IUCN le popolazioni di tritone crestato sono considerate a basso rischio (LC, least concern) per la sua larga distribuzione, per l'adattabilità, e per il grande numero di popolazioni ancora esistenti.

Galleria Fotografica e Links correlati

       
  Pag. 1 Pag. 2      
 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Forum in italiano sull'erpetofauna  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Triturus
www.ittiofauna.org
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org