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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Pipidae Xenopus

Lo xenopo liscio, Xenopus laevis (Daudin, 1803)


Descrizione - Rospo acquatico dal corpo appiattito a forma idrodinamica. Testa relativamente piccola e muso triangolare. Occhi piccoli poco sporgenti, rivolti verso l'alto. Bocca priva di lingua e provvista di denti non pedicellati. Assenza di quadratogiugale e coccige di solito fuso con un osso sacro corto e robusto. Presenza di epipube e dell'organo della linea laterale. Pelle liscia, estremamente viscida al tatto. Arti anteriori relativamente corti e deboli, con dita della mano sottili ed allungate. Arti posteriori molto grandi e robusti, utilizzati come propulsori nel nuoto, con dita collegate da una membrana natatoria molto sviluppata, e le tre centrali provviste di artigli. Il colore di fondo della livrea è bruno verdastro o ocra con sfumature verdastre, più scuro superiormente e progressivamente più chiaro procedendo verso il ventre. Sul dorso sono presenti macchie scure, fuse tra loro a formare una sorta di reticolo intricato. Nella zona inferiore dei fianchi le macchie si frammentano in singole macchiette, che si disperdono anche sulla superficie inferiore. Esistono esemplari albini, molto ricercati dagli allevatori, e forme molto scure.

Dimorfismo sessuale - La femmina ha dimensioni marcatamente superiori rispetto al maschio.

Larve - Girini semitrasparenti (si possono osservare gli organi interni), con tinta brunastra ornata da piccole macchie scure diffuse anche sulla membrana caudale. Dorso più scuro rispetto ai fianchi ed alle parti ventrali chiare. Testa grande, con occhi relativamente piccoli e corpo rotondeggiante. Bocca piccola, priva di denti o lamine cornee. Presenza di due spiracoli. Coda molto lunga, provvista di membrana trasparente non estesa sul dorso, e terminante a punta.

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Habitat e abitudini - Specie specializzata per la vita acquatica in grado di colonizzare un ampia gamma di habitat, incluse zone pesantemente antropizzate. Gli xenopi vivono in ogni sorta di corpo idrico, inclusi piccoli torrenti, ma sembrano preferire i grandi fiumi a corrente lenta, anche quando vi siano presenti pesci predatori. Raggiungono le più alte densità in acque permanenti eutrofiche, con substrato molle, abbondante vegetazione sommersa, e con temperature che non scendano al di sotto di 20 °C per buona parte dell'anno. La specie dimostra una grande facilità nel colonizzare ambienti artificiali, come si osserva in Africa, dove la specie appare in espansione. Le popolazioni introdotte prosperano in canali di drenaggio, d'irrigazione o di esondazione, laghetti artificiali e dighe. La riproduzione si svolge in acqua negli stessi ambienti dove passa la fase trofica. Gli xenopi hanno abitudini notturne, ma sono attivi anche durante il giorno. Durante la stagione secca, questi rospi fanno fronte al prosciugamento degli stagni infossandosi nel fango. In questo stato possono sopravvivere fino ad otto mesi, limitando la perdita d'acqua tramite l'alterazione della concentrazione dei fluidi corporei per ritenzione di urina. La possibilità di rendere i fluidi ipertonici consente alla specie di vivere anche in acque salmastre. In Africa, ai primi segni di prosciugamento del loro habitat, gli xenopi intraprendono spesso migrazioni di massa per raggiungere ambienti più favorevoli, spostandosi durante le notti più umide. Durante la stagione fredda diminuiscono l'attività, ma rimangono attivi anche quando si forma del ghiaccio sulla superficie dell'acqua. Non sono documentati casi d'ibernazione.

Alimentazione - In natura gli adulti si cibano principalmente di invertebrati acquatici bentonici e di zooplancton. Invertebrati terrestri e vertebrati acquatici,  inclusi i conspecifici, costituiscono occasionalmente componenti importanti della dieta. In condizioni di sovraffollamento o di carenza di cibo, gli adulti mostrano una spiccata tendenza al cannibalismo nei confronti dei giovani e delle larve. Anche se questi rospi non sono abili nel catturare prede veloci, si cibano spesso di uova e larve di pesce, e di specie a nuoto lento come i gobidi. In condizioni artificiali, come gli stagni di allevamento ittico, gli xenopi possono causare seri problemi divorando un gran numero di avannotti e piccoli esemplari. In cattività gli esemplari di questa specie vengono alimentati con crostacei d'acqua dolce, lombrichi, tubifex, carne cruda, larve di mosca ed altri invertebrati di facile reperibilità. Le larve sono filtratrici specializzate, in grado di filtrare dall'acqua particelle della grandezza di un virus (Wassersug, 1996).  La dieta è composta principalmente da fitoplancton, specialmente alghe unicellulari e diatomee, ma si cibano anche di zooplancton e batteri. La presenza di un gran numero di larve di xenopo determina un impatto diretto sullo sviluppo e la presenza della carpa argentata (Hypothalmichthys molitrix), per competizione alimentare sul fitoplancton e detrito in sospensione (Schramm, 1986).

Riproduzione - In africa il periodo riproduttivo è condizionato dalle condizioni atmosferiche, generalmente coincide con l'arrivo della stagione delle piogge. Per le popolazioni acclimatate in Europa, la stagione di frega generalmente va da settembre a maggio, sempre secondo la temperatura e le precipitazioni. L'accoppiamento è generalmente subacqueo e di tipo inguinale. In Africa, questi rospi compiono usualmente migrazioni riproduttive per raggiungere le nuove pozze di origine meteorica dove i nuovi nati possono svilupparsi in assenza di pesci predatori. Lo stesso comportamento è stato osservato in popolazioni introdotte nel Galles (Tinsley & McCoid, 1996). I maschi in frega lanciano richiami per attirare le femmine, con un picco di intensità che alle nostre latitudini viene raggiunto in aprile - maggio. La frega avviene sia durante le ore notturne che di giorno, in acqua stagnante o a debole corrente. L'amplesso ha una durata variabile da alcune ore a più giorni. Le femmine possono avere deposizioni multiple in ogni stagione di riproduzione. La specie è molto prolifica, per ogni ciclo vengono deposte da alcune centinaia a varie migliaia di uova. Dalla dissezione di grandi femmine prossime alla frega, si è osservato che ogni fattrice arriva a produrre fino a 17.000 uova.

Accrescimento - Specie di grande taglia, in cattività le femmine possono raggiungere anche i 18 centimetri di lunghezza del corpo. Nelle popolazioni selvatiche africane la media per le femmine è di 110 mm, con una taglia massima di 130 mm, i maschi raggiongono solo a 3/4 della lunghezza delle femmine (Kobel et al., 1996). Lo sviluppo larvale è relativamente breve, in laboratorio dura circa 100 giorni ad una temperatura costante di 18 °C. La maturità sessuale viene raggiunta dopo circa un anno e mezzo, La durata della vita si aggira intorno a 8 - 12 anni. L'età massima osservata è di 16 anni in esemplari del Galles meridionale (Gran Bretagna).

Predatori, parassiti e malattie - I predatori degli adulti comprendono un gran numero di uccelli, come nitticore (Nycticorax nycticorax), cormorani, aironi, corvi, gabbiani e rapaci notturni, serpenti e tartarughe acquatiche, oltre a mammiferi come cinghiali, ricci e mustelidi. I girini  e le uova sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca), crostacei (Procamabrus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie batteriche come la peste delle gambe rosse, virali e micotiche. La prima descrizione conosciuta di chytridiomycosis in anfibi fu effettuata su esemplari di questa specie. Sembra quindi possibile che le epidemie osservate su specie selvatiche in Europa, Australia ed nord America, abbiano avuto origine da esemplari di Xenopus rilasciati in natura. Gli xenopi vengono attaccati da molti parassiti inclusi più di 25 generi tra i maggiori gruppi (Tinsley, 1996). Molte tra specie non sono però presenti nelle popolazioni introdotte per la mancanza di ospiti intermedi, ma However, Lafferty & Page (1997) osservarono la presenza di tenie africane (Cephalochlamys namaquensis), ciliati (Nyctotherus sp.), e larve incistate di nematodi in esemplari di popolazioni introdotte in California. Da ulteriori osservazioni si è potuto stabilire che i parassiti di cui lo xenopo è portatore, sono in grado di aggredire anche le specie autoctone con cui entrano in contatto.

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Status della specie - Risulta estremamente abbondante e spesso in crescita in tutta la sua area di distribuzione originaria. La specie risulta infestante in molti paesi dove è stata introdotta. La malattia fungina Chytridiomycosis è stata osservata in esemplari museali risalenti al 1938, e si ipotizza che il commercio internazionale legato a questa specie sia alla base della diffusione della micosi in altre zone del mondo.

Protezione - Le popolazioni introdotte in Europa dovrebbero essere strettamente controllate e possibilmente eradicate, a causa della loro potenzialità di fungere da vettori per numerose malattie degli anfibi. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di X. laevis sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern).

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