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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Peloditidae Pelodytes

Il pelodite punteggiato, Pelodytes punctatus (Daudin, 1802)


Descrizione - Fino all'anno 2000, a questa specie erano ascritte anche le popolazioni di P. ibericus. Morfologicamente entrambe le specie sono molto simili, ma studi genetici e biochimici hanno definitivamente chiarito la distanza tra i due gruppi. Il pelodite punteggiato a prima vista ricorda più le rane che i rospi, ma se ne discosta per la pelle rugosa del dorso. Il corpo ha struttura slanciata con zampe posteriori lunghe e ben adattate al salto. Testa appiattita superiormente e relativamente larga, con muso più prominente rispetto a P. ibericus. Denti vomerini posizionati tra i bordi anteriori delle coane. Occhi prominenti con pupilla verticale. Timpani e ghiandole paratoidi scarsamente visibili. Assenza di sacchi vocali. Lunghezza relativa degli arti e delle dita maggiore di quanto si osserva in P. ibericus. Zampe anteriori con quattro dita, con il terzo più lungo, seguito dal quarto, secondo e primo. Sono presenti tubercoli palmari ed un tubercolo metatarsale di forma conica. Arti posteriori con cinque dita quasi totalmente prive di palmatura. Pelle del dorso da liscia a granulare, con verruche prominenti di forma circolare od ovale. Accenno di plica dorso laterale estesa da dietro l'occhio fino alla regione lombare. Le parti superiori sono generalmente di colore grigiastro o giallo ocra, più o meno scuro, con macchie verde scuro di forma rotonda od ovale. Parti inferiori chiare, di color crema o bianco grigiastro, sempre prive macchie. Iride dorata screziata di nero.

Dimorfismo sessuale - La femmina è generalmente più grande, e ha testa ed arti più piccoli in proporzione al corpo. Durante il periodo di frega, i maschi presentano la gola di tonalità violacea. Inoltre si sviluppano tubercoli nuziali di colore marrone scuro o nero, su braccia, avambracci, ascelle e nella parte interna del secondo dito della mano.

Larve - I girini hanno occhi situati sulla parte superore del capo. Spiracolo con apertura sul lato sinistro. Coda lunga circa il doppio del corpo, con punta arrotondata all'estremità. La membrana caudale forma solo un abbozzo di cresta sulla parte posteriore del dorso. Rispetto alle larve di P. ibericus, sono più piccoli èd hanno tinta più chiara. Pelle translucida, brunastrastra, con marezzature scure e riflessi metallici. Ventre spesso di colore bluastro, diviene bianco uniformemente prima della metamorfosi. Su dorso è sui fianchi si osservano molti punti chiari, estesi anche alla coda semi trasparente. Prima di completare la metamorfosi, sul dorso compaiono le caratteristiche verruche.

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Habitat e abitudini - Rispetto a P. ibericus è meno legato alle aree costiere e preferisce zone a clima continentale. La specie è frequente in boschi aperti (incluse foreste di conifere), nella macchia mediterranea, in paludi costiere ed aree coltivate. Il pelodite punteggiato vive solitamente dal livello del mare fino a circa 1.500 metri, anche se nelle zone meridionali della sua area di diffusione raggiunge quote sensibilmente maggiori (1.990 m, Sierra Seca, Grenada, Spagna). Come P. ibericus non è strettamente legato all'acqua, si osserva frequentemente in terreni pietrosi e sabbiosi a bassa vegetazione. Talvolta si rinviene in zone antropizzate, come campi, giardini e parchi. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono tanto in pozze di origine meteorica, fossi e stagni poco profondi, che in corpi d'acqua permanente, come zone a lenta corrente di fiumi e laghi, canali di drenaggio, e laghetti da irrigazione. Le larve tollerano un certo grado di salinità dell'acqua. I peloditi sono prevalentemente notturni, ma durante la stagione riproduttiva iniziano i cori al tramonto e continuano fino alle prime ore dell'alba. Nello stesso periodo, durante le giornate coperte e piovose, restano attivi tutto il giorno. Durante il giorno si nascondono in tane sotterranee, anfratti del substrato, radici di alberi o sotto le pietre. A seconda delle condizioni ambientali, questi anuri possono cadere in letargo od entrare in estivazione. Nel sud est dell'area di distribuzione restano in attività tutto l'anno, mentre nelle zone settentrionali vanno in ibernazione da novembre a febbraio - marzo. Una volta ultimata la metamorfosi gli immaturi si disperdono, restando però in prossimità dei punti d'acqua. Gli adulti sono solitari, si riuniscono in numero relativamente elevato soltanto durante la riproduzione. In questo periodo i maschi difendono un territorio dal quale lanciano il richiamo d'accoppiamento per attirare le femmine. Possono verificarsi lotte tra maschi per il diritto alla riproduzione. I meccanismi di difesa di questa specie sono quelli comuni a molte specie di anuri, adottano una postura caratteristica, sollevandosi sulle zampe ed inarcando il dorso, secernono una mucosa lievemente tossica dalle ghiandole della pelle ed evacuano orina dal gusto sgradevole. Grazie alla loro struttura agile, sono inoltre in grado di scappare velocemente saltando, allontanandosi dai possibili predatori.

Alimentazione - Gli adulti e gli immaturi si cibano prevalentemente di invertebrati terrestri, come insetti, molluschi, miriapodi, ed aracnidi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Rispetto a P. ibericus, i girini di questa specie dimostrano una maggiore propensione a predare embrioni di altre specie di anfibi, specialmente quelli del rospo calamita (Bufo calamita) che spesso utilizza gli stessi ambienti di frega.

Riproduzione - La frega del pelodite punteggiato viene condizionata dalla disponibilità d'acqua e dalle precipitazioni. Si riproduce con maggior frequenza nelle giornate di pioggia. A sud ed alle basse quote la stagione degli accoppiamenti inizia a novembre e continua fino a marzo, nel settentrione ed alle quote più elevate la frega si svolge da febbraio a marzo inoltrato. Si tratta probabilmente di un adattamento al regime idrico dei luoghi utilizzati per lo sviluppo delle larve. I maschi raggiungono per primi le zone di frega, iniziando a lanciare caratteristici richiami d'accoppiamento, consistenti in un suono metallico formato da due note consecutive. A differenza di P. ibericus, sono in grado di emettere suoni anche sott'acqua. La frega avviene durante le ore notturne, in acqua stagnante o a debole corrente. L'amplesso è di tipo inguinale. Ogni femmina depone diversi piccoli cordoni, lunghi circa 20 - 30 cm e contenenti da 40 a 300 uova, che aderiscono al substrato. A seconda delle dimensioni, la femmina depone da 1.000 a 1.600 uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero, diametro compreso tra 1 e 3 mm, e sono circondate da un involucro gelatinoso trasparente spesso da 5 a 10 millimetri. La riproduzione può avvenire in più cicli, in una stagione la femmina può deporre fino a tre volte.

Accrescimento - Anuro di piccole dimensioni, leggermente più grande di P. ibericus, raramente supera i 50 millimetri di lunghezza del corpo, ma la lunghezza media è di circa 45 mm. Lo sviluppo embrionale richiede circa 10 giorni, al termine dei quali emergono dei girini lunghi pochi millimetri. La crescita delle larve dipende dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo. Normalmente il completamento della metamorfosi si verifica in un lasso di tempo compreso tra i 7 e gli 8 mesi, quando le larve hanno raggiunto una lunghezza di 10 - 21 mm. La durata della vita di P. punctatus è di circa 15 anni in natura.

Predatori, parassiti e malattie - I predatori degli adulti comprendono uccelli come nitticore e rapaci notturni, resti attribuibili a peloditi sono stati rivenuti nelle borre dei barbagianni (Tytus alba), e mammiferi come ricci e mustelidi. I girini che si sviluppano in acque permanenti sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca). Le larve e le uova sono mangiate anche da crostacei (Procamabrus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche.

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Status della specie - P. punctatus risulta localmente abbondante in larga parte della sua area di distribuzione. La frequenza della specie viene ritenuta scarsa in Portogallo ed in pericolo d'estinzione in Italia. Le popolazioni del sud della Spagna e del nord del Portogallo sono altamente frammentate ed in pericolo. Tra le maggiori cause della rarefazione della specie ci sono il drenaggio delle paludi e la canalizzazione dei corsi d'acqua (Gasc et al., 1997). Questi anuri sono minacciati anche dalla distruzione degli ambienti adatti alla riproduzione, causati da bonifiche e canalizzazioni. In Portogallo lo sviluppo di alcuni progetti idroelettrici, non integrati da piani di ripristino ambientale, hanno distrutto molti habitat favorevoli. L'aumento della temperatura globale ha determinato la desertificazione di alcune importanti zone umide del Portogallo e minaccia alcuni siti spagnoli. Inoltre predatori alloctoni introdotti, come il gambero della Louisiana (Procamabrus clarkii) e vari pesci (Gambusia holbrooki, Micropterus salmoides, Ameiurus melas), si cibano degli adulti in riproduzione, dei cordoni di uova e dei girini in accrescimento.

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. P. punctatus è protetto dalla legislazione nazionale di tutti i paesi in cui è diffuso. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. ibericus sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern).

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