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Il pelobate di Siria, Pelobates syriacus

Boettger, 1889


Descrizione- Rospo robusto e tozzo, con testa grande e muso largo. Occhi sporgenti, grandi, con di pupilla verticale. Timpano e ghiandole paratoidi non visibili. Cranio e sterno ossificati. Rispetto a P. fuscus, la serie dentaria vomerina è più lunga e divisa da una fessura più stretta. Assenza di scacco vocale. Arti anteriori con quattro dita sprovviste di membrana. Arti posteriori robusti, con cinque dita, membrana natatoria ben sviluppata, tubercolo metatarsale molto grande a forma di vanga. I tubercoli delle zampe posteriori sono usati per scavare. Pelle del capo rugosa attaccata direttamente al cranio, liscia nel resto del corpo, con piccole verruche arrotondate sul dorso. Le parti superiori sono giallastre, grigiastre o biancastre, normalmente con grandi macchie scure, verdastre o brunastre (spesso bordate di scuro) e, meno frequentemente, strisce irregolari. Su fianchi e dorso si osservano spesso piccole punteggiature gialle, rosa o rosso scuro. Tinta delle zone inferiori chiara, di colore bianco grigiastro, sempre priva macchie. Iride dorata screziata di nero. Sperone degli arti posteriori di colore giallastro. Occhi dorati, arancio o color rame.

Dimorfismo sessuale - Le femmine hanno taglia solo lievemente più grande dei maschi. I maschi presentano grandi ghiandole ovali sporgenti sul lato superiore delle zampe anteriori.

Larve - I girini hanno spiracolo sul lato sinistro del corpo e bocca dotata di un becco corneo scuro. Membrana caudale translucida, non estesa sul corpo. Coda a punta sottile. Alla nascita le larve, lunghe circa un centimetro, hanno pelle translucida, dorata, con sfumature metalliche. Col progredire dello sviluppo l'epidermide diventa più opaca e scura, ed appaiono delle macchie chiare sui fianchi. Sono di grande taglia, fino a oltre 10 cm.

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Habitat e abitudini - L'habitat terrestre della specie coincide generalmente con terreni aperti non coltivati, come foreste rade, steppe, aree semidesertiche e rocciose, in pianure costiere, colline e valli di montagna. Il pelobate di Siria si dimostra meno selettivo di P. fuscus rispetto alla qualità ed alla composizione del substrato. Non vive soltanto in zone compatibili con le sue abitudini fossorie. Anche se di preferenza popola  terreni soffici o sabbiosi, si incontra spesso su substrati solidi, rocciosi o su crete particolarmente friabili miste a ciottoli. Frequenta anche aree leggermente modificate, incluso pascoli intensamente sfruttati. Nel complesso le singole popolazioni non sono molto numerose, probabilmente a causa della distribuzione frammentata di questa specie. Negli ambienti più favorevoli si registra una densità di 5 - 7 adulti ogni 4.000 - 5.000 metri quadrati. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono sia in pozze temporanee, sia in corpi d'acqua permanenti, inclusi fossi, stagni, fiumi a corrente lenta e laghi. Le larve tollerano bene acque torbide, calde e con poco ossigeno disciolto. Il pelobate di Siria è stanziale e fotofobo, quasi esclusivamente notturno tende a restare fedele alla residenza prescelta. Le ore del giorno sono passate in tana od in anfratti del substrato. Nelle steppe aride o semidesertiche, dove la temperatura diurna può superare i 40 °C, questo pelobate realizza tane profonde che raggiungono l'acqua, scavando lungo le sponde o nei letti asciutti di fiumi e torrenti, o nel terreno delle oasi. Il periodi più asciutti vengono probabilmente trascorsi in estivazione. Durante la stagione fredda il pelobate di Siria cade in letargo. Il pelobate trascorre il periodo inattivo da solo (di rado in gruppi di 2 - 6 esemplari),  in tane scavate dagli stessi rospi o sotto detriti vegetali, radici di alberi e grandi pietre.

Alimentazione - Gli adulti si cibano prevalentemente di invertebrati terrestri, come insetti, molluschi, miriapodi, ed aracnidi, gli esemplari più grandi possono predare anche piccoli vertebrati. La dieta delle larve è composta da materia vegetale come alghe e piante, detrito organico, e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Si cibano anche di di altri girini morti, talvolta possono attaccare le larve più piccole, ferite o malate, incluse quelle della propria specie.

Riproduzione - A seconda della latitudine e della quota, il periodo riproduttivo va da febbraio alla metà di maggio. I maschi raggiungono per primi le zone di frega, iniziando a lanciare richiami d'accoppiamento per le femmine. La frega avviene durante le ore notturne, in acqua stagnante. L'amplesso è di tipo inguinale. Ogni femmina depone da 5.500 a 6.500 uova in cordoni lunghi fino ad un metro. Le uova sono di colore nero, ed hanno diametro compreso tra 3 e 4 mm. Sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, quando il cordone raggiunge la lunghezza di circa 10 cm, la femmina provvede a fissarlo al substrato.

Accrescimento - Specie di taglia medio grande, gli esemplari più grandi hanno una lunghezza di circa 90 mm, la media dei maschi si aggira intorno ai 60 mm, mentre nelle femmine è di 70 mm. La crescita delle larve è relativamente veloce, ma Alle latitudini settentrionali le larve possono passare tutto l'inverno in acqua, posticipando la metamorfosi alla primavera successiva e raggiungendo taglie notevoli. La metamorfosi si completa solitamente in estate autunno. Gli immaturi scavano tane lungo le sponde, utilizzate anche per lo svernamento.

Predatori, parassiti e malattie - I maggiori predatori degli adulti di questa specie sono i serpenti acquatici e terrestri, i pelobati sono catturati anche da uccelli come rapaci notturni e nitticore, e da mammiferi come ricci e mustelidi. Lo sviluppo larvale molto lungo, espone i girini che si sviluppano in acque permanenti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca). Le larve e le uova sono mangiate anche da crostacei (Procamabrus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche. Come P. fuscus, viene attaccato da numerosi vermi parassiti, favoriti dalla lunga permanenza in acqua dei girini.

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Status della specie - Il pelobate di Siria è relativamente raro. Un certo numero di popolazioni appaiono estremamente frammentate e soggette a significative variazioni di consistenza numerica, specialmente nei settori meridionali dell'area di distribuzione. La specie è rara in Serbia (Kalezic and Dzukic, 2001). Relativamente comune in Iran. Considerata stabile in Turchia. Le popolazioni isolate del libano sono costituite da un basso numero di esemplari adulti. Questo pelobate è considerato in pericolo d'estinzione in Israele e probabilmente estinto in Giordania. La specie viene minacciata dalla perdita di habitat causata da bonifiche o conversione di superfici alla coltivazione intensiva moderna od all'industria. In Iran l'alterazione ambientale coinvolge le coste del Mar Caspio, dove si sta assistendo ad un grande sviluppo dell'edilizia residenziale e delle piantagioni di riso.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna e nell'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". La specie è protetta dalla legislazione nazionale in Bulgaria, Romania, Serbia e Israele. In ragione della sua vasta distribuzione, nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. siriacus sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern). Un programma di riproduzione in cattività e reintroduzione ambientale è stato avviato in Armenia. In Isralele si stanno attuando misure di conservazione attraverso il ripristino di habitat adatti alla sopravvivenza della specie. Sono comunque necessarie ulteriori indagini per chiarire lo status della specie in parte del suo areale o dell'areale potenziale, in particolare in Albania, Moldova, Ucraina, Siria, Libano, Giordania ed Iraq.

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