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La raganella sarda, Hyla sarda (De Betta, 1853)


Descrizione - Elevata al rango di specie da quello di sottospecie di H. arborea da Lanza, 1983, Biogeographia, 8: 730. Piccolo anuro arboricolo, di aspetto slanciato, con testa relativamente piatta e muso più corto che in H. arborea. Pelle liscia sul dorso e granulosa sul ventre, anche se in maniera minore rispetto alle altre specie. Denti vomerini presenti. Occhi non molto grandi, con pupille a forma ellittica orizzontale. Timpano piccolo, grande circa la metà del diametro dell'occhio. Dischi adesivi sulla punta delle dita. Specie dotata di capacità mimetiche, è in grado di cambiare colore. Tinta variabile secondo il substrato e la temperatura. Colore variabile da verde ad olivastro o grigio, solitamente con macchie scure sulla superficie superiore. La striscia scura laterale ha inizio all'altezza della narice, attraversa occhio e timpano, e continua fino alle anche, frammentandosi spesso in varie macchie. Le parti inferiori sono bianche o giallastre. Sulla faccia inferiore degli arti posteriori si osservano spesso delle strisce scure. Le iridi hanno tinta dorata.

Dimorfismo sessuale -  I maschi sono dotati di sacco vocale di colore variabile da arancio a giallo o marrone. Sono di taglia inferiore a quella delle femmine, ed hanno testa ed arti posteriori più robusti.

Larve - Alla schiusa i girini sono lunghi circa 2 - 3 mm ed hanno colore olivastro. Crescendo acquistano una tinta verdastra, con pelle translucida macchioline dai riflessi metallici più o meno evidenti. La membrana caudale si prolunga sul corpo, dando origine ad una cresta. La coda è relativamente grande e termina a punta acuta. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro. Prima della metamorfosi possono crescere fino ad una lunghezza di 3 - 5 cm.

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Habitat e abitudini - La specie vive in prossimità di paludi, laghi, stagni, corsi d'acqua, canali e pozze di esondazione, generalmente provvisti di ricca vegetazione. Risulta frequente anche in aree antropizzate come piccoli stagni di giardini, parchi e coltivazioni, purché in vicinanza di fonti d'acqua. Solitamente non vive a quote elevate, risulta particolarmente frequente sotto i 700 metri, ma in Corsica sono stati osservati esemplari anche a 1.200 metri. Non è esigente rispetto alla qualità dell'acqua, ha una tolleranza maggiore delle altre specie a concentrazioni saline relativamente elevate. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in acque poco profonde e calme, in torrenti, fossi, stagni. Nelle isole più piccole, dove l'acqua è più scarsa, vengono utilizzate anche pozze temporanee di origine meteorica, depressioni rocciose, cisterne e manufatti artificiali riempiti dalla pioggia. Come tutte le specie del genere è prevalentemente arboricola. Di abitudini crepuscolari e notturne, trascorre il giorno immobile su rami, cespugli e canneti. Di giorno si sposta soltanto nel periodo riproduttivo o nelle giornate di pioggia. Resta generalmente attiva tutto l'anno, anche se negli inverni più rigidi può cadere in letargo, e durante le estati più calde può entrare in estivazione. Il periodo di inattività viene trascorso solitamente in tane scavate a terra o precedentemente occupate da altri animali, ma vengono utilizzati anche anfratti tra le pietre e cavità tra le radici degli alberi. Il principale mezzo di difesa è il mimetismo. Quando viene minacciata secerne una sostanza tossica, irritante se portata a contatto delle mucose.

Alimentazione - La dieta degli adulti e degli immaturi è composta quasi esclusivamente da insetti, come ditteri, larve ed adulti di lepidotteri e coleotteri, ma vengono predati anche ragni, formiche e lumache. Le larve si cibano di detrito organico, materia vegetale, come alghe e piante, e plancton, tra cui predominano protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - La riproduzione a luogo da marzo a maggio, a seconda della quota e delle condizioni atmosferiche. L'arrivo dei maschi alle zone di frega precede quello delle femmine. Le aree di accoppiamento sono costituite da acque poco profonde e ben vegetate, ferme od a scarsa corrente. La frega avviene durante le ore notturne. L'amplesso è di tipo ascellare. Le uova, di diametro compreso tra 1,5 e 2 mm, sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse. Ogni femmina depone alcune centinaia di uova, in gruppi di 5 - 30 elementi. Le piccole masse gelatinose vengono fissate a piante, rametti od altri elementi del substrato.

Accrescimento - Specie di piccole dimensioni, solo in casi eccezionali raggiunge 5 cm di lunghezza del corpo, mentre la media è compresa tra 38 e 40 mm. Lo sviluppo delle uova e dei girini dipende dalla temperatura dell'acqua e dalla disponibilità di cibo. La schiusa avviene 10 - 15 giorni dopo la deposizione, ed i girini appena nati misurano circa 5 mm. Le metamorfosi avvengono dopo 2 - 4 mesi. A riassorbimento della coda ultimato, gli immaturi hanno una lunghezza di circa 1,5 cm. L'aspettativa di vita di H. sarda è di circa 15 anni in natura e di 22 anni in cattività.

Predatori, parassiti e malattie - I maggiori predatori degli adulti di questa specie sono serpenti acquatici e terrestri, ma le raganelle vengono catturate anche da uccelli come rapaci notturni, nitticore ed aironi e da mammiferi. Le uova e le larve vengono catturate da pesci (Micropterus, Esox, Perca, Gambusia), rettili (Natrix), coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale, batterica e micotica.

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Status della specie - La raganella sarda è ancora relativamente comune in Corsica ed in Sardegna. Le popolazioni delle piccole isole sono soggette a fluttuazioni di consistenza legate al carattere temporaneo dei loro siti di riproduzione. Al momento non sono segnalate particolari cause di minaccia per la specie.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna e nell'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In entrambi i paesi in cui è presente, la specie è protetta dalle legislazioni nazionali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di H. sarda sono catalogate come a minimo rischio (LC, least concern).

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