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La raganella mediterranea, Hyla meridionalis Boettger, 1874


Descrizione - H. meridionalis è stata per lungo tempo considerata sottospecie di H. arborea, solo di recente indagini di carattere genetico ne hanno chiarito lo status, evidenziando la distanza dalla specie congenere. Si tratta di un piccolo anuro, di aspetto slanciato, con testa relativamente piatta e muso corto. Pelle liscia sul dorso e granulosa sul ventre. Denti vomerini presenti. Occhi non molto grandi, con pupille a forma ellittica orizzontale. Timpano piccolo, grande circa la metà del diametro dell'occhio. Dischi adesivi a sono presenti sulla punta delle dita, più grandi negli arti anteriori rispetto ai posteriori. Specie dotata di capacità mimetiche notevoli, è in grado di cambiare colore rapidamente. La tinta varia a seconda del colore del substrato e della temperatura. Colore generalmente verde chiaro brillante, ma può variare da giallo fino a verde o marrone scuro. Lateralmente si osserva una striscia scura estesa dalla narice, attraverso l'occhio ed il timpano, fino alla spalla. Le parti inferiori sono bianche o giallastre. La zona di transizione tra dorso e ventre può assumere sfumature arancio, amaranto o grigiastre. Le iridi hanno tinta metallica dorata o bronzea.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono dotati di sacco vocale di colore arancio. Sono di taglia inferiore a quella delle femmine, ed hanno testa ed arti posteriori più robusti. Nelle femmine talvolta la gola appare di colore più chiaro rispetto alle altre zone ventrali.

Larve - Alla schiusa i girini sono lunghi circa 3 mm ed hanno colore olivastro. Crescendo acquistano una tinta bronzea, con pelle translucida ed una caratteristica banda scura orizzontale sulla coda. Sul corpo sono presenti delle macchioline dai riflessi metallici più o meno evidenti. La membrana caudale si prolunga sul corpo, dando origine ad una cresta pronunciata. La coda termina con una punta acuta che prende il nome di filamento caudale. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro. Prima della metamorfosi possono crescere fino ad una lunghezza di 3 - 5 cm.

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Habitat e abitudini - La raganella mediterranea vive nelle aree umide, con temperatura media annuale di circa 12 °C, provviste di abbondante vegetazione, come paludi, laghi, stagni, corsi d'acqua, canali e pozze di esondazione. Abita anche in aree antropizzate come coltivazioni di canna da zucchero o di banane, vigneti, campi, parchi e giardini, purché prossimi a fonti d'acqua. Si stabilisce di preferenza in zone soleggiate, al riparo da forti venti. Solitamente non vive a quote elevate, risulta particolarmente frequente nelle pianure costiere, ma nella parte meridionale del suo areale può raggiungere anche i 2.000 metri di quota. Non sembra particolarmente esigente rispetto alla qualità dell'acqua, la riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in acque poco profonde e calme di torrenti, fossi, stagni, possono essere utilizzate anche pozze di origine meteorica e di esondazione, talvolta utilizza anche manufatti artificiali riempiti dalla pioggia. In alcune zone vive in simpatria con Hyla arborea, con cui si accoppia dando origine a ibridi sterili. Anche H. meridionalis è prevalentemente arboricola ma, rispetto a H. arborea, tende ad occupare parti più basse della vegetazione e si sposta più spesso al suolo. Principalmente attiva nelle ore crepuscolari e notturne, trascorre generalmente il giorno immobile su rami, cespugli, canneti ed altra vegetazione erbacea. Si osserva di giorno soltanto nel periodo di massima attività riproduttiva o nelle giornate di pioggia. Resta generalmente attiva tutto l'anno, anche se negli inverni più rigidi può cadere in letargo. Alle latitudini meridionali, durante le estati più calde, la specie può entrare in estivazione. Il periodo di inattività viene trascorso solitamente in tane scavate a terra o precedentemente occupate da altri animali, ma vengono utilizzati anche anfratti tra le pietre e cavità tra le radici degli alberi. Il suo principale meccanismo di difesa è rappresentato dal mimetismo. Quando viene minacciata secerne una sostanza tossica, irritante se portata a contatto delle mucose.

Alimentazione - La dieta degli adulti e degli immaturi è composta quasi esclusivamente da insetti, come ditteri, larve ed adulti di lepidotteri e coleotteri, ma vengono predati anche ragni, formiche e lumache. Le larve assumono detrito organico, materia vegetale come alghe e piante, e plancton, tra cui predominano protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - La riproduzione a luogo da marzo ad aprile in nord Africa, da aprile a giugno in Francia, Italia e larga parte della Spagna, da dicembre a gennaio in Portogallo. I maschi raggiungono per primi le zone di accoppiamento, stabilendosi in piccoli territori che difendono dai concorrenti, ed iniziano ad emettere il loro richiamo. Il canto consiste in un sonoro "Cre-e-er" ripetuto (Burton & Arnold 1978), nelle notti calme il suono è udibile anche a chilometri di distanza. Le aree di frega sono costituite da acque poco profonde e ben vegetate, ferme od a scarsa corrente. Per la deposizione vengono preferiti i cumuli di vegetazione acquatica prossimi alle sponde. La frega avviene durante le ore notturne. L'amplesso è di tipo ascellare. Le uova, di diametro compreso tra 1,5 e 2 mm, sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse. Ogni femmina depone da 800 a 1.000 uova, in gruppi di 10 - 30 elementi. Le piccole masse gelatinose vengono fissate a piante, rametti od altri elementi del substrato.

Accrescimento - Specie di piccole dimensioni, solo in casi eccezionali raggiunge i 6,5 cm di lunghezza del corpo, mentre la media è di circa 50 mm. Lo sviluppo delle uova e dei girini dipende dalla temperatura dell'acqua e dalla disponibilità di cibo. La schiusa avviene 10 - 15 giorni dopo la deposizione, ed i girini appena nati misurano circa 5 - 8 mm. Il loro sviluppo dura da uno a quattro mesi. Le metamorfosi avvengono quando il girino raggiunge circa 4 cm, generalmente in giugno - luglio, a seconda della località geografica e delle condizioni climatiche. IDopo il riassorbimento della coda, gli immaturi misurano 1 - 2 cm. L'aspettativa di vita di H. meridionalis è di circa 6 - 7 anni.

Predatori, parassiti e malattie - I maggiori predatori degli adulti di questa specie sono serpenti acquatici e terrestri, ma le raganelle vengono catturate anche da uccelli come rapaci notturni, nitticore ed aironi e da mammiferi. Le uova e le larve vengono catturate da pesci (Micropterus, Esox, Perca, Gambusia), rettili (Natrix), crostacei (Procamabrus clarkii), coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale, batterica e micotica.

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Status della specie - La specie risulta comune in larga parte della suo areale. Le popolazioni numericamente più consistenti sono quelle della Francia meridionale e della Penisola Iberica sud occidentale. Le popolazioni del sud est della Spagna e quelle isolate dei Paesi Baschi registrano un significativo declino a causa della distruzione delle loro zone di riproduzione. H. meridionalis viene considerata in pericolo in Italia. La specie viene colpita particolarmente dalla perdita di habitat terrestre determinata dall'agricoltura intensiva, dall'inquinamento industriale ed agricolo, dall'intenso uso di pesticidi per il controllo delle zanzare, e dalla distruzione delle zone di frega per eccessivo prelievo idrico. Una delle fonti di maggior pericolo si è rivelata l'introduzione di specie ittiche predatrici, alloctone o meno, tra cui predominano il boccalone (Micropterus salmoides), la gambusia (Gambusia holbrooki) ed il gambero della Louisiana (Procamabrus clarkii). Inoltre molti esemplari di questa specie vengono catturati per la terraristica, diminuendo il numero di adulti in grado di riprodursi presenti in natura.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna e nell'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In molti paesi europei la specie è protetta dalla legislazione nazionale. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di H. meridionalis sono catalogate come a minimo rischio (LC, least concern).

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