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La raganella italica, Hyla intermedia Boulenger, 1882


Descrizione - Specie monotipica, a lungo considerata come parte di H. arborea. Studi biochimici hanno identificato le popolazioni italiane come specie separata, proponendo il nome di H. italica (Nascetti et al., 1995). In seguito Dubois (1995), seguendo la prassi dell'Istituto Internazionale di Nomenclatura Zoologica, ha assegnato alla raganella italica il nome scientifico di H. intermedia Boulenger, 1882. Piccolo anuro arboricolo, di aspetto slanciato, con testa relativamente piatta e muso corto. Pelle liscia sul dorso e granulosa sul ventre. Denti vomerini presenti. Occhi non molto grandi, con pupille a forma ellittica orizzontale. Timpano piccolo, leggermente più largo che in H. arborea. Dischi adesivi sulla punta delle dita. Specie dotata di capacità mimetiche, è in grado di cambiare colore. Tinta variabile secondo il substrato, la temperatura e lo stato fisiologico dell'animale. Parti superiori del corpo di colore verde brillante, separate dal ventre biancastro da una striscia laterale scura. La striscia scura laterale ha inizio all'altezza della narice, attraversa occhio e timpano, e continua fino all'inguine, dove forma un breve prolungamento verso l'alto. Le iridi hanno tinta dorata.

Dimorfismo sessuale - Il maschio è dotato di sacco vocale sotto la gola, che appare di colore bruno giallastro. La femmina ne è priva e la sua gola si presenta chiara e liscia. I maschi sono di taglia inferiore a quella delle femmine.

Larve - Alla schiusa i girini sono lunghi pochi millimetri ed hanno colore olivastro. Crescendo acquistano una tinta giallo dorata e nera, con pelle translucida e riflessi metallici più o meno evidenti. Gli occhi sono in posizione laterale. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro. La membrana caudale si prolunga sul corpo, dando origine ad una cresta. La coda è relativamente grande e termina a punta acuta. Prima della metamorfosi possono raggiungere i 5 cm.

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Habitat e abitudini - La specie vive in baschi e foreste in prossimità di paludi, laghi, stagni, corsi d'acqua, canali e pozze di esondazione. Vive anche in aree antropizzate come piccoli stagni di giardini, parchi e fattorie abbandonate. Solitamente non vive a quote elevate, risulta particolarmente frequente sotto i 700 metri, ma sono stati osservati esemplari anche ad oltre 1.800 metri. Non è esigente rispetto alla qualità dell'acqua, la riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in acque poco profonde e calme, in torrenti, fossi, stagni. Nelle isole più piccole, dove l'acqua è più scarsa, vengono utilizzate anche pozze temporanee di origine meteorica, depressioni rocciose, cisterne e manufatti artificiali riempiti dalla pioggia. Come tutte le specie del genere è prevalentemente arboricola. Di abitudini crepuscolari e notturne, trascorre il giorno immobile su rami, cespugli e canneti. Di giorno si osserva soltanto nel periodo riproduttivo o nelle giornate di pioggia. Resta generalmente attiva tutto l'anno, anche se negli inverni più rigidi può cadere in letargo, e durante le estati più calde può entrare in estivazione. Il periodo di inattività viene trascorso solitamente in tane scavate a terra o precedentemente occupate da altri animali, ma vengono utilizzati anche anfratti tra le pietre e cavità tra le radici degli alberi. Il principale mezzo di difesa è il mimetismo. Quando viene minacciata secerne una sostanza tossica, irritante se portata a contatto delle mucose.

Alimentazione - La dieta degli adulti e degli immaturi è composta quasi esclusivamente da insetti, come ditteri, larve ed adulti di lepidotteri e coleotteri, ma vengono predati anche ragni, formiche e lumache. Le larve si cibano di detrito organico, materia vegetale, come alghe e piante, e plancton, tra cui predominano protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - La riproduzione a luogo da marzo a luglio, a seconda della quota e delle condizioni atmosferiche. L'arrivo dei maschi alle zone di frega precede quello delle femmine. Le aree di accoppiamento sono costituite da acque poco profonde e ben vegetate, ferme od a scarsa corrente. La frega avviene durante le ore notturne. L'amplesso è di tipo ascellare. Le uova, di diametro compreso tra 1,5 e 2 mm, sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse. Ogni femmina depone alcune centinaia di uova, in gruppi di 5 - 30 elementi. Le piccole masse gelatinose vengono fissate a piante, rametti od altri elementi del substrato.

Accrescimento - Specie di piccole dimensioni, solo in casi eccezionali raggiunge 5 cm di lunghezza del corpo, mentre la media è compresa tra 30 e 40 mm. Lo sviluppo delle uova e dei girini dipende dalla temperatura dell'acqua e dalla disponibilità di cibo. La schiusa avviene 10 - 15 giorni dopo la deposizione, ed i girini appena nati misurano pochi millimetri. Le metamorfosi avvengono dopo 1 - 3 mesi. A riassorbimento della coda ultimato, gli immaturi hanno una lunghezza di circa 1,2 - 2 cm.

Predatori, parassiti e malattie - I maggiori predatori degli adulti di questa specie sono serpenti acquatici e terrestri, ma le raganelle vengono catturate anche da uccelli come rapaci notturni, nitticore ed aironi e da mammiferi. Le uova e le larve vengono catturate da pesci (Micropterus, Esox, Perca, Gambusia), rettili (Natrix), coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale, batterica e micotica.

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Status della specie - La specie risulta comune in larga parte della suo areale. H. intermedia in alcune popolazioni si registra un certo calo numerico per la perdita di habitat terrestre determinata dall'incremento dell'agricoltura intensiva, dall'inquinamento industriale ed agricolo, dall'intenso uso di pesticidi per il controllo delle zanzare, e dalla distruzione delle zone di frega per eccessivo prelievo idrico. Una delle fonti di maggior pericolo si è rivelata l'introduzione di specie ittiche predatrici, alloctone o meno, tra cui predominano il boccalone (Micropterus salmoides), la gambusia (Gambusia holbrooki) ed il gambero della Louisiana (Procamabrus clarkii). Esemplari di questa specie vengono catturati per la terraristica, diminuendo il numero di adulti in grado di riprodursi presenti in natura.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna e nell'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". Neii paesi in cui è presente, la specie è protetta dalle legislazioni nazionali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di H. intermedia sono catalogate come a minimo rischio (LC, least concern).

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