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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Alytidae Alytes

L'alite iberico, Alytes cisternasii Boscá, 1879


Descrizione - Piccolo rospo tarchiato, con testa grande e muso arrotondato. Occhi prominenti con pupilla verticale. Timpano visibile, di diametro inferiore a quello dell'occhio. Ghiandole paratoidi poco sviluppate. Pelle granulosa cosparsa di piccole verruche, spesso raggruppate a formare due linee dorsolaterali. Gruppi di grandi ghiandole sono presenti sotto gli arti posteriori e sulle caviglie. Arti corti e robusti, gli anteriori con due tubercoli metacarpali, i posteriori con membrana interdigitale molto ridotta e con tubercolo metatarsale piccolo. La presenza di due tubercoli metacarpali è il tratto maggiormente discriminante per distinguerlo da A. obstetricans (tre tubercoli). Superiormente la livrea ha colore di fondo marrone o giallastro, con sfumature grigiastre e piccole macchie più scure poco evidenti, le verruche di colore rossastro formano una sorta di punteggiatura. La zona ventrale è chiara. Tra gli occhi è spesso presente una banda chiara. L'iride appare dorata e punteggiata di nero.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono più piccoli delle femmine. I sessi si differenziano anche per diversi valori della distanza tra gli occhi, larghezza della testa, lunghezza della mandibola inferiore, diametro verticale del timpano e rapporto tra le lunghezze di tibia e fibula.

Larve - Durante i primi giorni di vita, i girini sono di colore bruno scuro, grigio o nero, successivamente successivamente acquistano una tinta chiara grigiastra, bruna o giallastra, marmorizzata di scuro.

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Habitat e abitudini - Specie con abitudini marcatamente terrestri, presente tipicamente in boschi mediterranei a lecci (Querus ilex) e sugheri (Quercus suber), normalmente sfrutta per la riproduzione pozze di origine meteorica. Di abitudini crepuscolari e notturne, risulta particolarmente attiva nei mesi autunnali in buona parte della sua area di distribuzione centrale e orientale, mentre nelle zone costiere e nel nord ha cicli di attività variabili. Negli adulti l'attività viene fortemente condizionata da valori di temperatura e di umidità.

Alimentazione - Predatore non specializzato di invertebrati terrestri, nella dieta possono avere un peso rilevante formiche e termiti. Le larve si cibano di alghe, fitoplancton e detrito organico.

Riproduzione - Le specie appartenenti a questo genere presentano modalità riproduttive singolari, particolarmente per le cure parentali svolte dal maschio nei confronti delle uova. Nel periodo riproduttivo i maschi emettono richiami di accoppiamento, ai quali le femmine rispondono con suoni di intensità minore. Dopo aver identificato la fonte del suono, le femmine raggiungono il partner. L'accoppiamento si svolge nelle ore notturne fuori dall'acqua, ed è di tipo inguinale. Il maschio favorisce l'emissione delle uova, esercitando pressione sul ventre della femmina e tirando il cordone delle uova. Mentre vengono emesse, le uova sono fecondate dal maschio. Durante l'operazione, il maschio si avvolge le uova fecondate intorno alle cosce e sulla parte posteriore del corpo. Ad operazione ultimata il maschio si allontana trasportando le uova, che tratterrà fino al momento della schiusa. La femmina può effettuare fino a quattro deposizioni durante la stagione riproduttiva. Il maschio può accoppiarsi con altre partner e trasportare fino ad un massimo di circa 180 uova. L'incubazione dura una ventina di giorni, al termine dei quali il padre, preavvertito dal movimento degli embrioni nell'uovo, ricerca il luogo adatto dove liberare la prole. Queste nursery sono generalmente rappresentate da pozze originate dalla pioggia, rami morti di corsi d'acqua, abbeveratoi ed altri microhabitat acquatici. Le uova appena deposte hanno un diametro di 2.6 - 3.5 mm, ma crescono immediatamente fino a 4.3 - 4.4 mm a causa dell'assorbimento di umidità. Dopo la schiusa le larve sono lunghe circa 13 mm, attuano la metamorfosi dopo un tempo variabile tra 110 e 140 giorni, quando raggiungono una lunghezza di circa 70 mm, ma in taluni casi (uova schiuse in autunno) possono prolungare lo sviluppo con una pausa della crescita durante la stagione fredda.

Accrescimento - Specie di piccole dimensioni, i maschi raggiungono una lunghezza del corpo di poco superiore a 36 mm, le femmine di circa 42 mm.

Predatori, parassiti e malattie - Non sono conosciuti predatori di adulti di questa specie. Le uova e le larve vengono catturate da pesci, rettili (natrix), coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale batterica e micotica.

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Status della specie - A. cisternasii appare localmente comune negli habitat favorevoli, e sembra essere più abbondante nelle zone occidentali della  sua area di distribuzione. Sono state registrate popolazioni in declino in Spagna, dove la specie è minacciata da predatori introdotti. Le maggiori minacce per A. cisternasii sono rappresentate dalla riduzione delle foreste mediterranee e dall'introduzione di specie predatrici alloctone, come pesci predatori (persico trota, pesce gatto) ed il gambero della Louisiana (Procamabrus clarkii). Anche la distruzione di habitat acquatici, per inquinamento, canalizzazioni, estese bonifiche ed urbanizzazione, contribuisce alla rarefazione della specie. In futuro un grave pericolo potrebbe essere rappresentato dalla diffusione del fungo parassita chytridiomycosis, che ha già infettato popolazioni di Alytes obstetricans presenti in Spagna.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna, ed elencata all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitat". In Spagna la specie è protetta dalla legislazione nazionale e citata nel libro Rosso delle Specie in Pericolo. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di A. cisternasii sono catalogate come vicine ad essere in pericolo (NT, near threatened).

Galleria Fotografica

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

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