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L'ululone appenninico, Bombina pachypus (Bonaparte, 1838)


Descrizione - Specie monotipica, precedentemente ritenuta razza geografica di B. variegata, promossa allo status specifico attraverso recenti indagini morfometriche e genetiche (Nascetti et al., 1982, Lanza e Corti, 1993). Molto simile a B. variegata, differisce da questa, sia per diversa distribuzione geografica, sia per una minor estensione della colorazione giallastra della parte ventrale. Questo piccolo rospo acquatico ha corpo appiattito e tarchiato. Occhi sporgenti, con pupilla cuoriforme. Membrana timpanica assente. Non sono presenti sacchi vocali. Processi trasversali della vertebra sacrale notevolmente allargati. La livrea di fondo del dorso e dei fianchi varia da grigio, bruno, giallastro a verde oliva, su questa si osservano verruche prominenti, spesso terminanti con delle spine nere. Piccoli tubercoli sono presenti anche nelle parti ventrali, che hanno colorazione gialla o arancione con grigio bluastre o nerastre. Una tinta gialla o arancione e di solito presente sulla punta delle dita e può anche estendersi a macchia sulla faccia posteriore delle cosce. La colorazione sulla faccia interna della tibia e del tarso è di colore prevalentemente scuro, e le macchie gialle sono meno estese che in B. variegata, , inoltre sono spesso presenti due macchie gialle pettorali bene evidenti.

Dimorfismo sessuale - Come in B. variegata i maschi, hanno dimensioni leggermente minori delle femmine. Durante la stagione riproduttiva mostrano escrescenze cornee di colore nerastro sulla superficie interna delle prime dita e sulla faccia interna degli arti anteriori.

Larve - Nelle larve la coda misura circa 1.5 volte la lunghezza del corpo. La forma del corpo è ovale, con coda arcuata estesa fino a metà del dorso.  La livrea è di colore grigio bruno, con cresta caudale ornata da numerose linee scure intersecate tra loro. Negli esemplari appena usciti dall'uovo, l'epidermide appare translucida. Prima dell'inizio della metamorfosi possono raggiungere una lunghezza di 50 - 55 mm.

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Habitat e abitudini - Bombina pachypus frequenta ambienti collinari e montani, da circa 20 m di quota fino a 1.700 m. L'habitat preferito è costituito da punti d'acqua poco profondi e di dimensioni ridotte, sia in zone aperto sia in aree alberate, stagnanti o a corrente debole, come ruscelli, fossi di drenaggio, abbeveratoi, torrenti, stagni, acquitrini, pozze di esondazione, pozze di origine meteorica o alimentate da sorgenti. Si incontra anche in prati e boschi umidi, comparti alluvionali e terreni instabili, sempre in presenza di piccoli corpi d'acqua fangosi e pozzanghere. Nelle aree antropizzate si rinviene in cave, cantieri abbandonati e nelle vicinanze di fattorie e pascoli. Gli ululoni sono attivi principalmente durante il giorno, ma nei mesi più caldi ed umidi, possono essere osservati anche nelle ore crepuscolari e notturne. Gli adulti sono legati all'acqua ed hanno indole sociale. Durante tutta la buona stagione si trattengono in acqua e nelle sue vicinanze, mentre nei mesi invernali entrano in ibernazione in tane e ripari sotterranei. Il periodo di ibernazione comincia tra la fine di settembre ed il principio di ottobre e finisce in marzo - maggio, a seconda della quota e delle condizioni climatiche. Come zone di deposizione e nursery per le larve, vengono utilizzate di preferenza piccole pozze d'acqua stagnante a fondo fangoso, in grado di l'acqua per almeno tre mesi. Sono evitati stagni freddi, profondi e non soggetti a prosciugamento, ambienti dove i girini possono essere facilmente predati da nemici naturali come pesci e larve di libellula. Non sono molto esigenti per la qualità dell'acqua, esemplari adulti sono stati osservati in paludi inquinate. Anche i girini sono molto robusti, in grado di tollerare un certo grado d'inquinamento e temperature dell'acqua relativamente elevate. Di indole timida, appena si sente minacciato, l'ululone attua varie misure difensive. In acqua si dirige verso il fondo per nascondersi nella melma o tra la vegetazione, mentre a terra adotta un comportamento di tipo aposematico (cioè di avvertimento per i predatori), si rannicchia mimetizzandosi o sentendosi scoperto, riunisce la testa tra le zampe anteriori, si incurva in modo da mettere in evidenza l'addome colorato (Unkenreflex o riflesso-ululone) ed inizia a secernere dalle ghiandole della pelle una spuma acre, irritante e velenosa. Il canto emesso dai maschi durante la stagione degli accoppiamenti ricorda l'ululato di un cane, da ciò deriva il nome italiano della specie.

Alimentazione - La dieta è costituita principalmente da artropodi terrestri, vengono comunque predati anche invertebrati acquatici. Con l'aumento di taglia si determina la tendenza a predare invertebrati di taglia maggiore, senza modificazione nella proporzione relativa tra invertebrati terrestri ed acquatici. Le larve consumano materia vegetale, detrito organico, plancton e piccoli invertebrati acquatici.

Riproduzione - La stagione degli amori di solito compresa tra la metà primavera e la fine dell'estate. L'accoppiamento si svolge quando la temperatura dell'acqua supera gli 11 °C ed è di tipo inguinale. Il maschio canta per attirare la femmina. Le deposizioni avvengono generalmente di notte. Le aree di riproduzione sono solitamente situate in punti d'acqua poco profondi ed alberati. Nel corso di una stagione si hanno 2 o 3 accoppiamenti. Ogni femmina emette da 40 a un centinaio di uova per volta. Le deposizioni avvengono in tempi diversi in modo di limitare il rischio che la prole venga distrutta da predatori o dal prosciugamento causato da episodi di forte siccità. Le uova sono deposte una ad una od in piccoli gruppi (da 10 a 20), a bassa profondità, e sono fissate alla vegetazione acquatica o depositate direttamente sul substrato. La fuoriuscita delle uova viene agevolata dal maschio comprimendo il ventre della femmina con gli arti anteriori. Ogni uovo misura da 1.5 a 2 mm di diametro, ha colore grigio chiaro o bianco, con parte inferiore leggermente più scura.

Accrescimento e resilienza - Anuro di piccole dimensioni, raramente supera i 55 mm di lunghezza del corpo. Le larve impiegano da uno a due mesi per completare la metamorfosi. La durata della vita è di circa 20 anni.

Predatori, parassiti e malattie - I predatori degli adulti di questa specie comprendono pesci (Micropterus, Esox, Perca) uccelli come nitticore ed aironi, mammiferi e rettili (Natrix). Le uova e le larve vengono catturate da pesci, rettili (Natrix), crostacei (gambero della Louisiana, Procamabrus clarkii), coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale, batterica e micotica (chytridiomicosi).

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Status della specie - In molte zone le popolazioni risultano numericamente esigue (10 - 12 esemplari), con netta predominanza di maschi; questi piccoli gruppi sono esposti a repentine estinzioni. Comunque, in buona parte del suo areale la specie risulta ancora comune. La specie è minacciata dalla perdita di zone umide dovuta a bonifiche ed allo sviluppo della moderna agricoltura intensiva, dalla distruzione di habitat adatti, causata dall'urbanizzazione, costruzione di strade e scarico di inquinanti nelle zone paludose. Altra causa di rarefazione della specie è il prelievo a fini scientifici o per la terraristica. Le popolazioni di ululone dal ventre giallo che si riproducono in stagni perenni e laghi collinari, subiscono predazione da parte di specie ittiche introdotte, in particolare delle specie americane Micropterus salmoides, che si ciba di tutti gli stadi di sviluppo, Lepomis gibbosus e Ameiurus melas, che si alimentano con uova e avannotti. Oltre le minacce di origine antropica diretta, l'ululone appenninico soffre a causa del notevole aumento delle popolazioni di cinghiale. Questo Mammiferi, oltre esrvitare predazione diretta,  provocano infatti l'interramento o l'alterazione degli ambienti cui l'ululone è legato, sia con il calpestio durante l'abbeverata, sia per l'abitudine di rotolarsi nelle pozze poco profonde per i "bagni di fango".

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna, ed elencata negli Annessi II e IV della Direttiva Europea "Habitat", sotto Bombina variegata. In italia la specie è protetta dalla legislazione nazionale. In Toscana figura in allegati A e B della Legge Regionale, è inoltre considerata "a più basso rischio" nel Libro Rosso del W.W.F.. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di B. pachypus sono catalogate come a minimo rischio (LC, least concern).

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