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La lampreda padana, Lethenteron zanandreai (Vladykov, 1955)


Caratteri meristici - Miomeri: 52 - 60, dall'ultimo foro branchiale e l'apertura anale. Numero cromosomico: 2n = 142 (Klinkhardt, M, M. Tesche and H. Greven, 1995).

Descrizione - Molto simile a L. planeri, alcuni autori ritengono infatti che l'attribuzione della specie al genere Lethenteron vada considerata con riserva. Corpo anguilliforme a sezione subcircolare anteriormente, lateralmente compressa nella parte posteriore. Bocca circolare, con denti labiali poco numerosi, smussati, disposti in gruppi e situati nel tratto del labbro superiore compreso tra i cirri e la piastra sopra l'apertura della bocca. Occhio piccolo. Sette fessure branchiali per lato, disposte in una fila leggermente inclinata verso il basso in direzione antero-posteriore. Pinne dorsali contigue. Livrea di colore variabile in relazione all’ambiente occupato. Dorso bluastro, brunastro, o verde scuro, può assumere sfumature tendenti al grigio o al giallastro, al grigio scuro od al grigio giallastro. Fianchi da giallastro a giallo argentato, progressivamente più chiari fino al ventre di tinta variabile dal giallastro al bianco sporco o al bianco argentato.

Dimorfismo sessuale - La pinna anale è presente solo nelle femmine. La papilla genitale è appuntita nei maschi e rotondeggiante nelle femmine. Nei maschi il disco orale è più grande.

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Habitat e abitudini - Non diverse da quelle di L. planeri. Specie esclusivamente di acqua dolce, non parassita. L. zanandreai si riproduce nel tratto medio superiore dei fiumi, in torrenti e ruscelli con acque pure, ben ossigenate e substrato ghiaioso. La fase larvale si svolge nei settori vallivi, su fondali a corrente moderata e substrato molle, dove l'ammocete resta infossato. Dopo la metamorfosi si assiste ad una rapida maturazione delle gonadi. Gli adulti presentano intestino degenerato e non sono in grado di alimentarsi. A secondo della latitudine, la riproduzione si svolge nel periodo da marzo a tutto giugno. Dopo la frega gli adulti muoiono. Le carcasse forniscono elementi nutritivi per i microrganismi che alimenteranno le larve. Alla schiusa, le larve sono trasportate passivamente dalla corrente fino a zone adatte al loro sviluppo. La larva è cieca e priva di denti ed ha abitudini prevalentemente notturne. Dopo 4 - 5 anni, secondo le caratteristiche bioclimatiche del loro habitat, quando hanno raggiunto la dimensione sufficiente, le larve cominciano la metamorfosi che si completa in poco più di un mese. La vita dell'adulto non supera i 6 - 8 mesi.

Alimentazione - Specie non parassita. Una volta compiuta la metamorfosi gli adulti non si alimentano e muoiono dopo la riproduzione. Gli ammoceti si cibano filtrando tramite l'apparato branchiale microrganismi, diatomee e detrito organico.

Riproduzione - Gli adulti compiono brevi spostamenti per raggiungere le aree di frega, costituite da acque profonde pochi decimetri, correnti e ben ossigenate, con fondale ghiaioso. Le uova vengono deposte in piccoli avvallamenti, realizzate dai riproduttori e situate solitamente in zone ombreggiate. L'attività riproduttiva viene svolta da gruppi formati da 2 - 10 esemplari, normalmente da una femmina ed un paio di maschi, e dura per alcuni giorni. Ogni femmina dove depone alcune migliaia di uova, leggermente più grandi di quelle della lampreda di fiume. Dopo la deposizione le uova sono ricoperte con la ghiaia del substrato. Non esistono cure parentali.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (tm = 5; tmax = 5.5; Fecondità = 2.000). Ciclostomo di piccola taglia, gli ammoceti raggiungono la lunghezza massima di 20 cm, gli adulti sono leggermente più piccoli. Età massima riportata: 6 anni.

Predatori, parassiti e malattie - Gli adulti e le larve vengono catturati anche da pesci ed uccelli ittiofagi come smerghi, falchi pescatori, aironi ed altri trampolieri.  La specie è soggetta a malattie virali e batteriche.

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Status della specie - Anche se la superficie stimata di diffusione risulta relativamente vasta (EOO) > 20.000 km²), la lampreda padana sta subendo un progressivo decremento sia nel numero che nella consistenza delle sue popolazioni. Le cause principali della rarefazione sono inquinamento ed alterazioni ambientali, inclusa la creazione di dighe e sbarramenti fluviali che impediscono alle popolazioni anadrome di raggiungere le aree di frega. L'inquinamento dei substrati fangosi porta alla morte degli ammoceti, molto più sensibili degli adulti alle alterazioni ambientali.

Protezione - Nessuna. La lampreda padana è citata nella Direttiva 92/43 CEE,  in allegato II (specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione", ed in allegato V (specie animali e vegetali d'interesse comunitario il cui prelievo in natura ed il cui sfruttamento potrebbe formare oggetto di misure di gestione). L. zanandreai viene elencata tra le specie protette dalla Convenzione di Berna (all. III). La specie è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie prossima a venire considerata in pericolo (LC).

Valore economico - Questa lampreda a causa della scarsa consistenza delle sue popolazioni, risulta senza valore commerciale, anche se le carni sono ottime.

Pesca - Irrilevante dai punti di vista economico e sportivo. La specie è talvolta utilizzata come esca al posto del lombrico nella pesca di fondo.

Galleria Fotografica

 

 

 
     

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