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La lampreda di fiume, Lampetra fluviatilis (Linnaeus, 1758)

Caratteri meristici - Miomeri: 59 - 67, dall'ultimo foro branchiale e l'apertura anale. Denti labiali: 9 - 16. Lamelle labiali: 96 - 112. Numero cromosomico: 2n = 156, negli esemplari italiani (Arkhipchuk, V.V., 1999. Chromosome database); 2n = 164, in esemplari catturati nel fiume Severn in Gran Bretagna (Arkhipchuk, V.V).

Descrizione - Corpo anguilliforme a sezione subcircolare anteriormente, lateralmente compressa nella parte posteriore. Bocca circolare, con denti labiali poco numerosi, acuminati, disposti in gruppi e situati nel tratto del labbro superiore compreso tra i cirri e la piastra sopra l'apertura della bocca. Piastra dentaria superiore larga, a forma di arco, con un dente ad ogni estremità, Piastra inferiore dotata di 5 - 9 denti di dimensioni omogenee. Presenza di tre piastre ad ogni lato dell'apertura orale, tra cui la centrale provvista di tre denti e le altre di due. Nelle lamprede in riproduzione la dentatura diviene ottusa. Occhio piccolo. Sette fessure branchiali per lato, disposte in una fila leggermente inclinata verso il basso in direzione antero-posteriore.  Pinne dorsali contigue nel periodo riproduttivo e separate nel resto dell'anno. Livrea di colore variabile a seconda dell'habitat e delle condizioni fisiologiche. Dorso verde scuro, verde grigiastro, verde giallastro, grigio scuro o grigio giallastro, fianchi giallastri o giallo argentati, progressivamente più chiara fino al ventre giallastro, biancastro o bianco argentato. Durante le migrazioni riproduttive il corpo può divenire bronzeo o presentare riflessi bronzei, con pinne talvolta di color porpora.

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono, di regola, più grandi. Durante la frega la bocca e, nelle femmine l’area anale, sono rosso ramato; nello stesso periodo, i maschi hanno l’apparato riproduttore visibile.

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Habitat e abitudini - Specie migratrice anadroma, esistono comunque popolazioni che svolgono tutto il ciclo vitale in acqua dolce, queste forme "landlocked" sono diffuse nei laghi d'origine glaciale del nord Europa, in particolare sono segnalate nel Loch Lomond in Scozia, nel Lago Ladoga in Russia e nei laghi della Finlandia meridionale. Le lamprede di fiume si riproducono nel tratto medio superiore dei corsi d'acqua, svolgono la fase larvale nel tratto medio su fondali a corrente moderata e substrato molle, e trascorrono la fase trofica in mare o nei grandi bacini lacustri,  dove rimangono da uno a tre anni fino alla maturità sessuale. A secondo della latitudine, le migrazioni riproduttive iniziano nel periodo dall'agosto al novembre od agli inizi della primavera. I riproduttori vanno incontro a notevoli modificazioni morfologiche, il corpo si accorcia, la pinna dorsale aumenta di dimensioni e, nella femmina, la pinna anale si accresce. L'intestino degenera e le lamprede svernano nei corsi d'acqua senza prendere cibo, utilizzando le riserve di grasso accumulate per portare a maturazione i prodotti sessuali. Dopo la frega gli adulti muoiono entro circa due settimane. La larva, detta ammocete, è cieca e priva di denti, trascorre il periodo larvale infossata in acque correnti a fondo sabbioso e con poca vegetazione. Vive nei fiumi da tre a cinque anni prima di compiere la metamorfosi.

Alimentazione - Gli adulti monodromi si nutrono agendo da ectoparassiti di pesci o da saprofagi a spese di carogne. Gli esemplari anadromi sono prevalentemente parassiti, si cibano di sangue e tessuti muscolari di pesci, attaccando prevalentemente le specie di fondo. Tramite i denti dell'apparato buccale, le lamprede aprono un foro nella pelle della preda e raschiano il muscolo sottostante, successivamente secernono un fluido in grado di dissolvere i tessuti e di impedire al sangue di coagulare. Le larve si nutrono di detriti organici, microrganismi, macroinvertebrati bentonici.

Riproduzione - A seconda della latitudine e delle condizioni ambientali, la riproduzione si svolge da febbraio a giugno. Le aree di frega sono situate nel tratto superiore di fiumi e torrenti, in acque ben ossigenate e correnti, su substrato ghiaioso. I maschi giungono nei quartieri di riproduzione prima delle femmine. Al loro arrivo iniziano a costruire una sorta di nido scavando con la bocca delle depressioni, del diametro di circa 40 cm, tra il fango e la ghiaia del fondo. Con l'arrivo delle femmine si formano le coppie ed inizia l’ovodeposizione, la femmina si fissa ad una pietra con la ventosa mentre il maschio aderisce alla partner mediante la ventosa e feconda le uova mentre vengono emesse. Ogni femmina depone da 4.000 a 40.000 uova dal diametro di circa un millimetro. Dopo la deposizione le uova sono ricoperte con la ghiaia del substrato. Non esistono cure parentali. La schiusa avviene solitamente dopo 10 - 15 giorni.

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = 4 - 6; tmax =1 0; fecondità = 4.000). La lampreda di fiume può raggiungere i 50 cm di lunghezza (media 25-30 cm), ed il peso di circa 150 grammi. Età massima riportata: 10 anni.

Predatori, parassiti e malattie - La lampreda di fiume è predata in mare e nelle acque dolci da pesci carnivori. Nei corsi d’acqua gli adulti e le larve vengono catturati anche da uccelli ittiofagi come smerghi, falchi pescatori, aironi ed altri trampolieri.  La specie è soggetta a malattie virali e batteriche.


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Status della specie - Nelle acque europee la specie ha subito un progressivo calo, diventando sempre meno frequente o scomparire del tutto, a partire dagli anni '50. Le cause principali della rarefazione sono inquinamento ed alterazioni ambientali, inclusa la creazione di dighe e sbarramenti fluviali che impediscono alle popolazioni anadrome di raggiungere le aree di frega. L'inquinamento dei substrati fangosi porta alla morte degli ammoceti, molto più sensibili degli adulti alle alterazioni ambientali.

Protezione - Nessuna. La lampreda di fiume è citata nella Direttiva 92/43 CEE,  in allegato II (specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione", ed in allegato V (specie animali e vegetali d'interesse comunitario il cui prelievo in natura ed il cui sfruttamento potrebbe formare oggetto di misure di gestione). L. fluviatilis viene elencata tra le specie protette dalla Convenzione di Berna (all. III). La specie è inclusa nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie a basso rischio ma prossima a venire considerata in pericolo (LR/nt).

Valore economico - La specie ha un certo valore commerciale soprattutto nell’area del Mar Baltico dove le sue carni sono apprezzate e ricercate, in questi paesi è mangiata affumicata, fritta o salata. In Italia, durante il periodo romano, nel Medioevo e nel Rinascimento, le lamprede erano molto apprezzate, venivano arrostite e poi conservate in salamoia o fatte oggetto di elaborate preparazioni gastronomiche. Attualmente, a causa della quasi totale scomparsa della specie, la memoria di queste ricette sussiste soltanto in alcune aree del settentrione.

Pesca - La specie non ha alcun valore per la pesca sportiva, se non come esca. La pesca professionale delle lamprede è praticata con reti, nasse poste nei luoghi in cui la corrente è più forte, e talora con uncini speciali in grado di staccare dal substrato le lamprede che vi si sono ancorano con la ventosa buccale. In tempi passati, i pescatori dell’Italia settentrionale ponevano in mezzo alle correnti dei cumuli di terra molto concimata, chiamati “pastón”, in cui le lamprede d'inverno e di primavera si radunavano e erano poi catturate.

Galleria Fotografica

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