www.ittiofauna.org Webmuseum Agnati Petromizontiformi contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org

I Petromizontidi (Petromyzontidae)

Etimologia - Latino, petra = pietra + Greco, myzo = che succhia.

In alcune classificazioni zoologiche questa famiglia di Vertebrati è chiamata Petromyzonidae (Petromizonidi).

I Petromyzontidae sono divisi in due sottofamiglie, a seconda che abbiano i denti sopraorali impiantati su due placche cornee (Mordacini) o su una sola (Petromizonini). 

Il nome deriva dai termini greci pétros (= pietra, sasso) e myzo contrazione di myzdo (= succhio), perché questi agnati hanno la possibilità di aderire alle pietre usando la bocca come una ventosa. 

Il cranio cartilagineo dei Petromizontidi è formato da compartimenti con le pareti laterali robuste e la volta fibrosa, ed è connesso con le cartilagini che formano l'impalcatura dell'imbuto, che costituisce l'apertura boccale di questi animali. La corda dorsale ha forma subcilindrica, senza strozzature, ed è sostenuta ai lati da pezzi cartilaginei. Lo scheletro è interamente cartilagineo e molto semplice.

Famiglia Genere Specie
Petromyzontidae Eudontomyzon Eudontomyzon vladykovi01.jpg (81584 byte)

Eudontomyzon danfordi, Eudontomyzon hellenicus, Eudontomyzon mariae, Eudontomyzon stankokaramani,  Eudontomyzon vladykovi.

Caspiomyzon Caspiomyzon wagneri.jpg (54416 byte)

Caspiomyzon wagneri.

Lampetra lampetra planeri02.jpg (50537 byte)

Lampetra camtschatica, Lampetra fluviatilis, Lampetra planeri.

Letentheron Lcamtschaticum01-500.jpg (24915 byte)

Letentheron kessleri, Lethenteron zanandreai.

Petromyzon Petromyzon marinus01.jpg (83127 byte)

Petromyzon marinus.

La bocca è rotonda, a ventosa e a forma d’imbuto, al centro del quale è collocato l’apparato faringeo. La cavità dell'imbuto e l'apice della lingua sono armati di dentini cornei disposti in più file concentriche. I muscoli dell'imbuto boccale e della lingua sono particolarmente potenti. La lingua è sostenuta da un'asticciola cartilaginea. La narice è impari, ma le fosse olfattive sono pari e sembra che il senso dell'olfatto sia particolarmente sviluppato. Gli occhi sono privi di palpebre, composti e molto sviluppati dal momento che la vista è forse il senso più progredito degli Agnati; dietro di essi, sul capo si nota una macchietta gialla che corrisponde ad un terzo occhio, detto occhio pineale. Recettori tattili sono distribuiti sulla superficie del corpo. Il tubo digerente è diritto, indifferenziato; vi è annesso un grosso fegato e gruppi di cellule ghiandolari. La circolazione sanguigna è semplice; il cuore è formato da un seno venoso, atrio, ventricolo; dall'aorta ventrale partono gli archi diretti alle branchie. L'apparato respiratorio, di tipo branchiale, differisce da quello dei pesci ossei. Si compone di tasche branchiali, sostenute da archi laterali cartilaginei. Le tasche possono sboccare all'esterno ciascuna per proprio conto con pori situati ai lati del capo, oppure mediante un canale unico. I Petromyzontidae posseggono anteriormente una sorta di sacco, a fondo chiuso, derivante dalla parte anteriore dell'intestino. Su ciascun fianco di esso, sette aperture portano alle sette cavità branchiali, ciascuna delle quali sfocia in una stretta apertura. L'acqua di respirazione può entrare attraverso la bocca ed essere espulsa attraverso le branchie; ma può anche essere aspirata ed espulsa direttamente attraverso le aperture branchiali, ciò che riesce utile nel caso che la lampreda sia attaccata alla sua vittima, con la sua bocca a ventosa.


  Il ciclo vitale di P. marinus  

The vital cycle of P. marinus


I Petromyzontidae, tranne i casi in cui l’adulto non si alimenti, sono succhiatori di sangue e mangiatori di carogne. Caratteristico è il loro modo di nutrirsi: si attaccano ad altri vertebrati inferiori con l'imbuto boccale, che agisce a mo' di ventosa, per succhiare il sangue e maciullano i tessuti con i movimenti della robusta lingua, talora riuscendo persino a penetrare nel corpo della vittima. La muscolatura consta di numerosi segmenti in successione regolare detti miomeri. Si muovono come le anguille, con ondulazioni laterali del corpo. Esternamente si distinguono per il corpo vermiforme e quasi cilindrico, per la pelle dura e viscosa, ma priva dì squame, e per la mancanza di mascelle e di pinne pari. La pinna dorsale, divisa in due parti, è unita alla pinna caudale che a sua volta è connessa a quella anale. La pinna caudale è simmetrica e gefirocerca. L’apparato riproduttore si compone di una gonade unica impari, mancante di dotti escretori; uova e spermatozoi cadono nel celoma e sono emessi attraverso pori genitali. Le uova hanno forma sferica. All'epoca della riproduzione, maschi e femmine si riuniscono spesso in gran numero e talora preparano sul fondo una sorta di nido, in cui sono deposte le uova. Lo sviluppo può essere diretto o indiretto. Nel secondo caso, la larva che si origina (ammocete) è priva di denti. I suoi occhi sono molto piccoli e ricoperti dalla pelle. Possiede un labbro a ferro di cavallo e vive acquattata nel fango, dove si nutre filtrando l'acqua di respirazione e trattenendo batteri, diatomee e altri organismi microscopici. Queste larve, praticamente indistinguibili a livello specifico, per molti anni furono considerate una specie a se stante (denominata Ammocoetes branchialis). Questi agnati sono marini anadromi o d'acqua dolce e vivono perlopiù in tutte le zone temperate del mondo. In Italia vivono pressoché dovunque, ma non sono dappertutto comuni. Secondo alcuni studiosi, sarebbero rappresentati da circa 30 specie divise in 9-10 generi. In Europa - dove non mancano controversie specifiche e generiche tra i ricercatori - la famiglia potrebbe essere presente con 4-5 generi e circa 12 specie, nelle acque italiane (con tre o, per altri autori, quattro specie).

Webmuseum Webmuseum Agnati Petromizontiformi      
www.ittiofauna.org   contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org